Cipro: conti correnti italiani al sicuro?

Pubblicato da il 19/03/2013 in conto corrente -
Cipro

La notizia che l’Europa in cambio di un prestito abbia chiesto a Cipro di tassare i conti correnti ha posto più di qualche interrogativo fra i risparmiatori italiani. Innanzitutto ci si è chiesti, alla luce della nostra situazione economica, se una misura così eccezionale possa essere adottata anche da noi.

Gli esperti hanno risposto di no sottolineando  le differenze fra una piccola economia isolana e quella più complessa di uno stato nazionale. È stato d’altra parte ricordato che in Grecia sono stati imposti tagli al valore nominale dei titoli di Stato e in Irlanda alle obbligazioni bancarie. Il salvataggio di Cipro inoltre ha lo scopo di punire il moral hazard (l’opportunismo economico) favorito dalle condizioni bancarie concesse sull’isola: il conto deposito presso una banca cipriota frutta il 4,45% contro l’1,5% della Germania e oltre il 4% nelle migliori offerte dell’Italia. La politica cipriota ha attirato capitali di incerta origine da tutto il mondo, in particolare dalla Russia, ma a subirne le maggiori conseguenze oggi sono i normali titolari di conto corrente. I titoli bancari ieri hanno registrato un calo perdendo l’1,47%, una reazione che sembra destinata a rientrare. Più equilibrati i risparmiatori che non si sono precipitati a ritirare il loro risparmio.

I depositi conservati presso le banche italiane sono protetti dal Fondo Interbacario di Tutela dei Depositi. Rispetto ad al atri fondi attivi in Europa, che garantiscono per somme spesso non superiori  a 20mila euro, il FITD garantisce sino ad un massimo di 100.000 euro per depositante e per Istituto.

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