Come tutelare il risparmio dal Fisco

Pubblicato da il 06/12/2012 in conto corrente - 1 Commento
Salvadanaio

Nel 2012 i risparmiatori italiani sono stati messi a dura prova dal Fisco nazionale che, per incrementare le casse dello Stato, ha messo in campo numerosi interventi, tra cui:

  • mini-patrimoniali, come l’imposta di bollo entrata in vigore dallo scorso 1° gennaio e applicata a tutti gli strumenti finanziari, inclusi i conti deposito. Questi ultimi sono stati assoggettati al bollo con il DL 16/2012 nel marzo scorso, nella misura proporzionale dello 0,1% annuo per il 2012 e dello 0,15% annuo dal 2013, con un minimo di 34,2 euro e un massimo di 1.200 euro per il 2012 e senza massimale per il 2013;
  • la riforma delle rendite finanziarie, operazione parziale dal momento che l’aliquota “ordinaria” del 20% non vale per i Titoli di Stato e per gli strumenti equiparati, come i Buoni Postali;
  • l’IMU;

Le modalità di prelievo sembrerebbero incoraggiare determinate scelte di risparmio a discapito di altre. La pressione fiscale è infatti diminuita per alcune voci, come: certificati di deposito, conti correnti, conto deposito, libretti di risparmio e obbligazioni a meno di 18 mesi. Le imposte relative alla maggior parte dei prodotti finanziari rimanenti, invece, è aumentata dal 12,5% al 20%.

A beneficiare di questo nuovo contesto è soprattutto chi ha scelto investire il proprio denaro in soluzioni quali i conti correnti e i libretti di risparmio, che sono assoggettati al bollo fisso del 34,2 euro su base annua, anziché quello “proporzionale”. Questo ad esclusione delle giacenze medie annue inferiori a 5.000 euro che sono invece, del tutto esenti.

Il conto corrente, analogamente al conti deposito e ai libretti, era già stato favorito dalla riduzione della tassazione sulle rendite finanziarie, passata nel 2012 dal 27% al 20%.

Infine, per quanto riguarda l’IVIE, l’imposta sugli immobili esteri, il prelievo si avvia ad essere spostato al 2013 con l’accredito per il contribuente di quanto già versato quest’anno, come acconto.

 

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1 Commento a "Come tutelare il risparmio dal Fisco"

  1. cocateri 08/12/2012 at 20:36 ·

    Sicuramente in qualche caso la riforma non è stata malvagia, ma la “BASTARDATA”, direi, è stata di aver sottoposto ad imposta di bollo, crescente, per giunta, le forme di deposito che prima non erano sottoposte a tale balzello. A questo punto mi domando io: non era meglio lasciare l’aliquota fiscale al 27%? E’ vero che in alcuni casi, almeno sopra i conti deposito, ancora sono le banche a sobbarcarsi l’onere, ma poiché alcune già lo stanno scaricando sul cliente, e quelle che ancora non lo fanno non si sa per quanto continueranno così, non era meglio lasciare tutto come stava? Almeno il cliente sapeva che pagava la ritenuta sugli interessi e basta, ma così non solo può essere assillato dall’idea che potrebbe dover pagare un’altra tassa ma deve pure farsi i calcoli di quanto potrebbe pagare, essendo un’imposta proporzionale.

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