Conti dormienti: che fine fa il risparmio?

Pubblicato da il 18/12/2012 in conto corrente -

Può sembrare inverosimile, ma sono numerose le aperture di strumenti di deposito “dimenticate” poi nel tempo dai propri intestatari. Esiste infatti una particolare tipologia di conti, denominati “dormienti”, nei quali sono presenti giacenze superiori a 100 euro che non presentano movimenti finanziari, da parte dei titolari o di eventuali persone con delega, da più di 10 anni.

Dal 2007 la legge finanziaria ha disposto che queste somme di denaro confluissero in un fondo, destinato ad erogare risarcimenti alle vittime di crack finanziari.

Fortunatamente è possibile tornare in possesso del risparmio “dimenticato”, a patto che questo non rientri nei casi di sbarramento disposti dalla normativa in materia. Per tutti i possessori di un conto corrente o di un altro strumento finanziario dormiente (es: libretto di risparmio), quindi, è bene ricordare che:

  • gli assegni circolari non incassati non potranno più essere riscossi superati i 3 anni dalla data di emissione;
  • i buoni fruttiferi postali non sono rimborsabili oltre i 10 anni;
  • le giacenze in lire non possono più essere cambiate in euro. Il termine è scaduto il 7 dicembre 2011.

Per ulteriori informazioni è consigliabile rivolgersi alla Consap, Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, che dal 2010 gestisce le domande di rimborso e fornisce assistenza ai titolari dei conti.

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