Conto corrente e successione

Pubblicato da il 09/03/2017 in conto corrente -

Avere chiaro cosa accade al conto corrente in caso di scomparsa del suo titolare è molto importante: purtroppo in quei momenti non sempre si ha la lucidità e la consapevolezza per informarsi, pertanto è preferibile farlo prima per avere ben chiaro come agire in quel malaugurato caso. La legge dice che, con il decesso di un soggetto, i suoi beni patrimoniali, tanto le attività quanto le eventuali passività, vengono trasferiti agli eredi, sempre che essi accettino l’eredità.

La prassi che sono soliti seguire gli Istituti di Credito, è quella di congelare tutti i rapporti in essere, non consentendo di effettuare più alcuna transazione, fino a quando non è definitivamente stabilito chi subentrerà come erede e non verrà presentata una copia della dichiarazione di successione all’Istituto di Credito. Con la morte del titolare del conto, si estinguono anche gli eventuali poteri di firma che aveva concesso a terzi, pertanto da quel momento, anche chi fosse stato delegato ad operare sul conto, non potrà più farlo. Una volta prodotta la documentazione di cui abbiamo parlato poco sopra, nel caso di conto intestato unicamente al de cuius (defunto),  ciascun erede potrebbe prelevare la quota di sua spettanza, e ciò indipendentemente dalla presenza o comunque dal consenso degli altri coeredi. Tuttavia, ci si scontra spesso con la prassi bancaria che, impossibilitata a garantirsi la liberatoria da eventuali responsabilità, sblocca il conto solo se tutti gli eredi sono d’accordo e spesso solo se tutti sono presenti. Più complesso è il caso in cui il conto fosse cointestato.

Se il conto era cointestato con firma congiunta (le operazioni dovevano essere autorizzate da entrambi i cointestatari), il conto rimane bloccato sino a quando non vengono individuati gli eredi che subentreranno al defunto; una volta individuati, potranno agire sul conto parimenti al cointestatario. Tuttavia, nel caso in cui il cointestatario fosse stato il coniuge del defunto, gli spetta di diritto il 50% del patrimonio presente sul conto. Nel caso di conto con firma disgiunta invece, il cointestatario rimasto in vita ha diritto di operare su tutto il patrimonio presente sul conto, tuttavia di prassi molte banche sono solite congelare il conto per non trovarsi invischiate in liti burocratiche tra eredi.

Sarebbe opportuno quindi informarsi con la propria Banca su quale sia la prassi comunemente utilizzata e, nel caso in cui si verificasse il decesso del titolare del conto, produrre quanto prima la documentazione richiesta: l’impossibilità di metter mano alle somme presenti sul conto potrebbe causare ingenti problemi, soprattutto in caso di conto cointestato, per i titolare superstite.

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