Conto corrente/deposito e successione

Pubblicato da il 09/05/2016 in conto corrente -

I beni patrimoniali di un soggetto, siano essi attivi o passivi, vengono trasferiti, in caso di decesso, a coloro i quali accettano l’eredità. Anche le somme contenute nel conto corrente e nel conto deposito entrano a far parte del patrimonio della successione, tuttavia non possono essere subito distribuite: nel momento in cui la banca riceve comunicazione del decesso del titolare del conto, provvede a congelare il conto stesso fino al momento in cui non viene fornita un copia della dichiarazione di successione che stabilisce quali sono gli eredi designati. Anche se il defunto aveva concesso il potere di firma ad un soggetto terzo, mediante il quale quest’ultimo poteva operare sul conto, tale potere si estingue con la morte del soggetto titolare del conto. In base alla tipologia di conto (cointestato, monointestato), la legittimazione degli eredi per poter disporre delle somme depositare viene regolata in diversi modi.

Nel caso in cui il conto corrente era intestato solo al defunto, gli eredi possono effettuare movimentazioni (inclusi prelievi) solo dopo aver accettato l’eredità in via definitiva. Ciascun erede può, secondo la normativa, disporre della propria quota di spettanza senza che sia necessario il consenso degli altri; tuttavia la prassi bancaria è quella di sbloccare il conto solo se tutti gli eredi sono presenti e si dimostrano d’accordo. Nel caso di conto cointestato si configurano invece tre diverse fattispecie:

  • conto cointestato con firma congiunta: tale fattispecie si verifica quando, per eseguire un’operazione, è necessaria la firma di entrambi i cointestatari. Il conto rimarrà bloccato fino al momento in cui vengono designati gli eredi legittimi, i quali potranno agire sul conto congiuntamente al cointestatario.
  • conto cointestato con firma disgiunta: tale fattispecie si verifica quando, per eseguire un’operazione, è sufficiente la firma di uno dei due cointestatari. In questo caso il cointestatario potrà operare non soltanto sulla propria quota, ma anche su quella del defunto.

A sè stante è il caso del conto intestato unicamente al defunto che sia coniugato in regime di comunione dei beni. Al coniuge superstite spetterà il diritto alla liquidazione del 50% delle somme contenute sul conto corrente; gli altri eredi dovranno invece individuare la propria quota sull’importo residuo.

Conto deposito e successione

Il conto deposito, nella sua versione libera, segue le stesse disposizioni previste per il conto corrente. Nel caso in cui sul conto deposito siano stati attivati dei vincoli, si configura una fattispecie diversa. Se essi sono svincolabili, è possibile chiedere la liquidazione delle somme a fronte del pagamento di una penale, che può essere costituita dalla mancata attribuzione degli interessi (o dalla restituzione degli interessi liquidati anticipatamente) o dall’applicazione di un tasso di interesse inferiore. Tali somme saranno liquidate secondo modi e tempi indicati sul contratto. Nel caso invece non sia prevista la possibilità di svincolare anticipatamente, gli eredi dovranno attendere la scadenza del vincolo per poter disporre delle somme.

E’ quindi importante leggere attentamente tutte le condizioni contrattuali quando si sceglie un conto corrente o conto deposito, tenendo presente anche quanto normativamente disposto per le pratiche di successione.

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