Il conto delle procedure fallimentari

Pubblicato da il 10/05/2016 in conto corrente -

In seguito alla dichiarazione di fallimento di un’azienda, qualora sussista ancora della liquidità, è necessario che il curatore fallimentare apra un conto corrente ove versare tali somme. La scelta del conto corrente, che deve necessariamente essere intestato alla procedura fallimentare, ricade tra le responsabilità del curatore che ha l’obbligo di versarvi la liquidità entro e non oltre il termine di 10 giorni dal momento in cui ne è entrato in possesso; nel conto andranno anche versati i proventi derivanti dalla procedura di liquidazione. Il mancato adempimento di tali obblighi da parte del curatore può comportarne la revoca del mandato, revoca che può avvenire anche nei casi in cui il curatore scelga l’istituto di credito, presso il quale aprire il conto, sulla base di interessi personali, così come un tornaconto economico; in quest’ultimo caso egli può incorrere anche in una condanna penale. La scelta del conto va infatti compiuta nell’interesse esclusivo della procedura e dei creditori del fallito.

Il curatore può suggerire l’utilizzo di uno strumento diverso dal conto corrente. La proposta deve essere valutata e approvata dal comitato dei creditori prima che possa essere messa in atto e la soluzione scelta deve possedere i seguenti requisiti:

  • non deve comportare benefici per il curatore (provvigioni e altri tornaconti personali);
  • il capitale depositato deve essere garantito;
  • deve essere idonea a tutelare gli interessi della procedura e dei creditori del fallito.

Uno strumento che soddisfa i requisiti espressi poco sopra è il conto deposito. Tale soluzione presenta numerosi tratti in comune con il conto corrente: è possibile infatti effettuare versamenti e prelievi attraverso la carta di debito (se offerta dall’istituto di credito) o mediante il conto corrente di appoggio. Il vantaggio più interessante è rappresentato dai rendimenti che offre tale strumento rispetto al conto corrente che si dimostrano decisamente più elevati già nella componente “libera”. Vi è inoltre la possibilità di vincolare le somme per un periodo più o meno lungo così da approfittare di rendimenti più elevati. Così come avviene per il conto corrente, anche il conto deposito è tutelato (per importi fino a 100.000 euro) dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, è soggetto ad imposta di bollo, in alcuni conti a carico della banca, e la tassazione sugli interessi ammonta al 26%. Data la diffusione di questo strumento, alcuni istituti hanno creato dei conto deposito procedure fallimentari dedicati espressamente a tali situazioni. E’ chiaro come la maturazione di interessi vada a vantaggio dei creditori che troveranno un patrimonio di ammontare superiore su cui potersi soddisfare.

E’ importante infine ricordare che, qualsiasi sia lo strumento scelto dal curatore, e approvato dal comitato dei creditori, il primo potrà effettuare dei prelievi solo su mandato del giudice delegato: l’originale del provvedimento del giudice deve rimanere nel fascicolo fallimentare, mentre il curatore, per effettuare il prelievo, deve esibire un copia del mandato all’istituto di credito.

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