Novità della Cassazione sul conto corrente condominiale

Pubblicato da il 06/06/2012 in conto corrente -

L’offerta di conti correnti presente oggi sul mercato è, come tutti sappiamo, piuttosto ampia, adatta alle esigenze di risparmio più diverse.

Ciò che forse non tutti sanno, è che tale offerta include anche conti pensati appositamente per gli amministratori chiamati a gestire le spese condominiali.

L’intestatario di questo tipo di conto corrente deve essere la persona incaricata di tenere il registro di bilancio dello stabile, ovvero l’amministratore condominiale stesso.

Una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che, per aprire un conto corrente di condominio, l’amministratore non è tenuto a richiede alcuna autorizzazione all’assemblea, e ciò per i seguenti motivi:

  • evitare che possa nascere confusione tra il proprio patrimonio personale ed i versamenti dei diversi condomini per le spesi comuni;
  • garantire la trasparenza delle transazioni, offrendo a ciascun inquilino la possibilità di verificare in qualunque momento la destinazione dei propri esborsi;
  • tutelare la sicurezza amministratore sul piano fiscale in quanto, utilizzando un conto corrente a lui intestato anche per le spese del condominio, dovrebbe certificare la riferibilità di ogni movimento per soddisfare le norme anti evasione;
  • rispettare il decreto legge Salva Italia del dicembre scorso, per la parte relativa ai trasferimenti di denaro oltre i 1.000 euro. In base a tale decreto, l’apertura del conto corrente per il condominio è dovuta se le operazioni contabili superano, appunto, tale cifra.
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