Aziende: come investire il TFR

Pubblicato da il 26/04/2016 in conto deposito -

Il TFR, trattamento di fine rapporto, è una somma che spetta al lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro. La normativa che regola la destinazione del TFR ha subito diverse modifiche nel corso degli ultimi anni: il lavoratore può scegliere di destinare il suo TFR tra diverse opzioni:

  • Mantenerlo in azienda;
  • Versarlo in un fondo pensionistico di categoria;
  • Versalo in un prodotto individuale pensionistico.

Se il lavoratore decide di mantenere il TFR in azienda, quest’ultima può mantenerlo all’interno solo se ha un numero di dipendenti inferiore alle 50 unità, viceversa deve versarlo al fondo dell’Inps. In quest’ultimo caso, nel momento in cui il lavoratore chiede la liquidazione del TFR o delle anticipazioni, l’azienda dovrà versargliele e rivalersi poi sul fondo dell’Inps.

Come investire il TFR nelle PMI

Le PMI hanno tipicamente un numero di dipendenti inferiori alle 50 unità e molti scelgono ancora di mantenere il TFR in azienda. Il datore di lavoro in questo caso non ha solamente l’obbligo di accantonare annualmente una cifra pari ad una mensilità diviso 13,5, ma ha anche l’obbligo di rivalutarla nel tempo, nella misura del 1,5% fisso + una quota variabile pari al 75% dell’aumento dell’inflazione (calcolata dall’Istat su un certo paniere di beni), e di qui l’esigenza di decidere come investire il TFR. L’azienda quindi ottiene un beneficio non indifferente se il lavoratore sceglie di mantenere il TFR all’interno, in quanto può servirsi di tale liquidità, bene sempre più difficile da ottenere sul mercato del credito. Di contro l’impresa dovrebbe mantenere sempre la disponibilità di tale liquidità (nel caso in cui un lavoratore cessi il rapporto di lavoro o chieda un’anticipazione) e al contempo investirla per rivalutarla. La gestione del TFR è quindi molto complessa, motivo per cui bisogna valutare attentamente quali soluzioni adottare per gestirla.

Quindi come investire il TFR?  Il conto deposito aziende è una soluzione che si adatta a tale situazione: consente da un lato di proteggere la liquidità, ne garantisce la remunerazione e consente di pianificarne la disponibilità. Una combinazione accurata di soluzioni libere e vincolate consente quindi di ottimizzare la gestione della liquidità: l’azienda può mantenere una somma (assimilabile ad una riserva) sulla parte libera del conto deposito, così da averne l’immediata disponibilità, e altre somme più cospicue su vincoli di medio-lungo periodo così da ottimizzarne i rendimenti. Potrà quindi utilizzare la liquidità nella parte libera per far fronte sia alle improvvise uscite di cassa, sia per eventuali anticipazioni/liquidazioni richieste dai dipendenti mantenendo invece lo zoccolo duro del capitale nel comparto vincolato.

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