Ballarò e il risparmio: ma i conti deposito?

Pubblicato da il 12/01/2012 in conto deposito - 2 Commenti
Il conduttore Giovanni Floris

Nella puntata di martedi scorso di Ballarò, la nota trasmissione politica della Rai, si affrontava il tema del risparmio degli italiani. Nel primo servizio dopo la copertina curata da Crozza, il presentatore Floris ha introdotto un servizio denominato “Il Gruzzoletto”, con un chiaro intento: dimostrare l’attenzione degli italiani al risparmio. Tale concetto era evidente già dalle prime immagini: una mamma con il proprio bambino in braccio che insegnava il valore dei soldi, mettendo delle monetine dentro un salvadanaio.

Partendo da quell’immagine, metafora della necessità di costruire un futuro per il bambino grazie a scelte accurate già dai primi mesi di vita, la giornalista ha introdotto il tema della fiducia degli italiani verso l’avvenire e nei confronti degli Istituti di Credito che detengono i risparmi. Il tono del servizio è passato in poche immagini dalla sicurezza materna allo sconforto quando Giannina Poddu, Presidente di Assofinance, ha cominciato a spiegare come sono investiti i circa 8 mila miliardi di risparmio privato degli italiani. La visione proposta della Paddu è stata di totale dissenso verso le banche ed il sistema economico in generale, argomentando con un discorso molto ampio, ma allo stesso tempo fortemente limitato nei contenuti. L’idea che ha tentato di trasmettere era la sua personale certezza che ormai nessuno (in particolare le banche) possa garantire l’affidabilità degli investimenti.

La tesi della Presidente di Assofinance, supportata dalle testimonianze di risparmiatori che grazie a scelte troppo avventate hanno perso buona parte del loro patrimonio, era orientata verso la tragicità del momento, temendo che solo le grandi banche (come se “grandi” significasse “in salute”) potessero considerarsi senza rischio rispetto agli eventi economici nonostante le fluttuazioni del mercato azionario. A suo parere, nemmeno la liquidità immediata avrebbe garantito la salvezza per alcuni Istituti.

In conclusione del servizio si affermava che per ottenere rendimenti alti, nell’esempio proposto sopra il 3,5%, sia necessario aumentare il livello del rischio, investendo nel mercato azionario o nei Titoli di Stato, ma ricordando sempre che tutto sarebbe dipeso della stabilità dell’euro.

Dopo questo servizio la domanda da farsi, e da porre all’intervistata, sarebbe la seguente: “esiste solo il mercato azionario oppure gli strumenti di risparmio sono molti di più?”. Il video proposto era sicuramente incompleto nei contenuti poiché se l’idea era spiegare come un gruzzoletto, da qui il titolo, possa essere considerato sicuro e remunerativo, forse sarebbe stato più opportuno mostrare anche le alternative che consentono di ottenere un buon rendimento dei propri risparmi, senza rinunciare ai basilari concetti di trasparenza e sicurezza.

Parlare di conto deposito avrebbe sicuramente reso più adeguato il servizio, poichè questo strumento di risparmio merita di essere preso in considerazione per almeno quattro motivi:

  • è coperto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) che garantisce ogni depositante fino a 100.000 euro dal rischio di default della banca;
  • la somma depositata nel conto non viene utilizzata per investimenti ad alto rischio;
  • la movimentazione dei risparmi avviene attraverso bonifici da e verso uno o più conti predefiniti, che sono intestati alla stessa persona. Questo garantisce la trasparenza delle operazioni connesse ai propri risparmi.
  • offre dei tassi di interesse vantaggiosi ed assolutamente remunerativi.

I rendimenti associati variano in base all’Istituto di Credito che li emette e dalla liquidazione degli interessi, che può essere anticipata o posticipata. Nel primo caso sono pagati al momento dell’apertura del conto deposito, mentre nel caso di liquidazione posticipata sono concessi a scadenze predefinite, solitamente trimestrali.

Vediamo in dettaglio l’offerta attuale dei principali conti deposito, con i relativi tassi di rendimento lordi:

  • Banca IFIS propone il conto deposito rendimax: tassi che variano dal 3,60% dei 30 giorni al 4,60% dei due anni per i depositi a liquidazione anticipata, mentre per i posticipati variano dal 3.85% dei 90 giorni al 5,10% dei due anni. Banca IFIS ha lanciato lo scorso dicembre rendimax Like, un conto deposito libero a chiamata, che garantisce un rendimento del 4,25% e disponibilità della somma in 33 giorni di calendario, mantenendo gli interessi anche nel periodo di richiamo;
  • Banco Popolare che ha da poco annunciato YouBanking permette, a patto di depositare a scadenza una somma minima di 5.000 euro, di eliminare le spese di gestione. Concede degli interessi anticipati che variano dal 4% dei 9 mesi al 4,30% dei 18 mesi;
  • IBL propone ContoSuIBL, che offre il 4,50% in promozione sui depositi superiori ai 12 mesi. Per il deposito libero è garantito il 3,50% in promozione fino a giugno 2012, per poi tornare al 2,50%;
  • InMediolanum di Banca Mediolanum, offre il 2,65% sui depositati a scadenza di tre mesi che sale al 4,25% per i 12 mesi;
  • l’offerta di Ing Direct concede un interesse promozionale di benvenuto del 4,20% per le somme depositate a 12 mesi, previa contestuale apertura di Conto Arancio. Al termine è possibile scegliere se mantenere i depositi liquidi con un interesse del 1,50% o scadenziarli a 6 mesi con il 2,50% (3% per un anno);
  • IWBank fino al 16 gennaio propone IWPower Special Sei+Sei+Sei, che permette di ottenere un interesse promozionale del 4,30% lordo per 12 mesi e il 4,35% per 18 mesi.

Come si può osservare, i conti deposito offrono il rendimento e la sicurezza necessaria per essere valutati positivamente dai risparmiatori, anche favoriti dalla recente variazione del regime fiscale, che ha ridotto la ritenuta dal 27% al 20%, rendendoli più convenienti.

Un consiglio a Ballarò? Se dovesse trattare di nuovo i temi del risparmio consideri i conti di deposito, che sono una soluzione semplice, trasparente e con un livello di rischio davvero basso.

Immagine tratta da www.ballaro.rai.it

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2 Commenti a "Ballarò e il risparmio: ma i conti deposito?"

  1. Paolo 12/01/2012 at 11:20 ·

    Ma io a Ballarò non direi proprio niente, perché loro la vogliono vedere solo in un certo modo. Non nho seguito la primissima parte del programma ma ricordo a memoria che hanno pubblicato un sondaggio in cui il 53% degli italiani non ha un euro da parte (ma a chi si sono rivolti????) poi evidentemente il fenomeno CD è ancora piuttosto limitato se no il sig. Monti sicuramente ci avrebbe messo le mani sopra. Per me conviene stare calmi, noi fare il passaparola e voi investire su società serie che hanno necessità di espandersi per il loro mercato che tira (ce ne sono poche, ma qualcuna c’è ancora),

  2. Roberto Bacci 12/01/2012 at 21:40 ·

    “non ti curar di lor ma guarda e passa”

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