Banche a rischio: come investire i risparmi?

Pubblicato da il 27/01/2016 in conto deposito -

L’inizio del 2016 è stato molto turbolento per il mondo delle banche, causando ai client risparmiatori numerosi timori relativi alla perdita del proprio denaro: sono stati più di uno i casi di banche a rischio. All’interno del panorama bancario esistono molteplici soluzioni, più o meno sicure e con rendimenti diversi. Recentemente è stata approvata l’attuazione della direttiva europea sul bail in: non saranno più gli Stati a “salvare” le banche in quanto l’onere spetterà ai soggetti, persone fisiche o giuridiche che siano, i quali hanno un rapporto diretto con l’istituto di credito, in misura differente in base al loro grado di partecipazione.

Verranno chiamati a contribuire in ordine:

  1. gli azionisti e coloro i quali detengono strumenti di capitale;
  2. i possessori di titoli subordinati;
  3. gli obbligazionisti;
  4. i correntisti con depositi superiori a 100 mila euro.

Com’è possibile tutelarsi quindi dalle banche a rischio? In questo periodo è preferibile evitare strumenti quali azioni ed obbligazioni, prediligendo strumenti di risparmio garantiti, come il conto deposito. I depositanti con importi inferiori a 100.000 euro infatti non rientrano a far parte della categoria di soggetti coinvolti nel bail in, pertanto il capitale investito in tale strumento, tutelato dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, è da considerarsi sicuro. E’ da sottolineare come più conti aperti presso la stessa banca concorrano a raggiungere il monte di 100 mila euro, mentre conti aperti dallo stesso individuo in istituti di credito diversi non concorrano.

La concorrenza sui conti deposito è molto forte, in quanto rappresentano per le banche una immediata fonte di liquidità. Al momento della scelta del conto da aprire, va valutato attentamente non solo il rendimento che esso offre, ma soprattutto la solidità dell’istituto di credito che ne è titolare. Essa non dipende, come erroneamente si è portati a pensare, dalla quotazione del titolo in borsa, che è soggetta a dinamiche di mercato di tipo speculativo e fortemente influenzate da prospettive future. Uno degli indici più utilizzati per paragonare la stabilità delle varie banche, è il Common Equity Tier 1 (CET1) ratio, che rappresenta il rapporto tra il capitale ordinario versato e le attività ponderate per il rischio: più questo indice è elevato, più la banca è solida. Tale indice si può evincere dai risultati annuali o trimestrali disponibili online sui siti delle banche.

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