Certificati e Conti di deposito a confronto: chi offre il rendimento maggiore?

Pubblicato da il 14/02/2012 in conto deposito - 5 Commenti

Per  battere la progressiva crescita dei risparmi online, numerose banche stanno offrendo i “vecchi” Certificati di deposito. Sta infatti tornando di moda questa forma di risparmio, che negli anni ha perso di interesse verso i risparmiatori per via del successo delle obbligazioni, strumento finanziario molto simile e più noto.

I Certificati di deposito sono dei titoli finanziari vincolati e trasferibili che permettono al depositante di ottenere un determinato tasso di interesse negli anni, attraverso delle cedole a scadenze prestabilite  e restituzione dell’intero capitale a scadenza. La loro durata varia tra i 3 mesi ed i 5 anni.

A differenza di un conto deposito, la cui operatività avviene quasi totalmente tramite Internet, chi sottoscrive un Certificato è obbligato a sottostare alle seguenti condizioni:

  • rischio di liquidità: i Certificati con scadenza inferiore ai 18 mesi non possono essere rimborsati prima della scadenza ;
  • rischio di tasso: in caso di oscillazione dei tassi di mercato la cedola in corso e tutte quelle previste dal piano rimangono costanti;
  • rischio di distruzione, smarrimento o furto: solo nel caso in cui il Certificato sia materiale e in possesso del titolare. Il rischio decade se il Certificato è depositato su un dossier titoli.

Può questo strumento di risparmio competere con i conti deposito? Al momento assolutamente no, dato che il suo rendimento non è paragonabile. Vediamo qualche esempio, citando alcune delle offerte presenti nel mercato:

  • a 3 mesi, il valore lordo massimo realizzabile è pari al 2%;
  • a 12 mesi, il ritorno dell’investimento massimo è del 3,60%, a patto di depositare una somma superiore a 10 mila euro;
  • a 18 mesi, l’offerta migliore si attesta al 3,75%;
  • a 24 mesi, il tasso di interesse più elevato è pari al 4,85%, sempre mantenendo almeno 10 mila euro depositati.

Come si può notare, tali strumenti di risparmio non riescono ad offrire le stesse condizioni di un conto deposito. Paragonandoli infatti con l’attuale proposta commerciale di rendimax TOP (liquidazione posticipata 3,85% lordo trimestrale, 4,60% annuale,  4,80% a 18 mesi e 5,10% biennale), si può osservare che non c’è competizione dal punto di vista del rendimento. Elemento che va sicuramente preso in considerazione nella scelta di come risparmiare, insieme alla solidità dell’Istituto di credito, altro tema focale nella valutazione delle diverse proposte di investimento e deposito del proprio capitale.

5 Commenti a "Certificati e Conti di deposito a confronto: chi offre il rendimento maggiore?"

  1. Tommaso 14/02/2012 at 11:27 · Rispondi

    Parole sante…

  2. Sandro 14/02/2012 at 14:10 · Rispondi

    Senza contare il costo della banca sul deposito titoli sul c/c, o libretto.

  3. Conto Deposito 14/03/2012 at 17:30 · Rispondi

    Ottima la disamina dei due prodotti, ma parlando di questa tipologia di fonti di risparmio sul mercato sarebbe anche giusto inserire due righe sui Bot che sono da sempre uno dei prodotti preferiti dagli Italiani. Solitamente i Bot garantiscono un rendimento inferiore rispetto ai conti deposito, tuttavia, sono più facilmente liquidabili ed sono caratterizzati da un prelievo fiscale agevolato pari al 12,5%, mentre a partire dal 1 gennaio 2012 tutte le rendite finanziarie incluse quelle sui conti deposito sono tassate, se ricordo bene, al 20%.

    • Redazione 14/03/2012 at 17:47 · Rispondi

      Grazie mille per il suggerimento. Ci impegniamo settimanalmente a proporre articoli dedicati a confronti tra strumenti finanziari, rapportandoli con il conto deposito.
      Continua a seguirci!

Trackbacks

  1. Investimenti: sorpasso del conto deposito sui certificati | SalvaRisparmio

SCRIVI UN COMMENTO

Feed RSS