Come gestire la liquidità aziendale

Pubblicato da il 08/04/2016 in conto deposito -

Il contesto finanziario degli ultimi decenni è stato caratterizzato da rendimenti elevati che superavano abbondantemente il 5% per quanto riguarda i prodotti di risparmio, e anche il semplice conto corrente offriva rendimenti interessanti. Il principale problema di chi si occupava di gestire la liquidità dell’azienda era quello di scegliere il conto corrente che offriva i rendimenti più elevati: in pochi investivano la liquidità su prodotti come obbligazioni o azioni. Negli ultimi anni tale contesto è completamente mutato: i rendimenti offerti dal conto corrente sono vicini allo zero, e il medesimo discorso vale per le obbligazioni considerate sicure, ossia i Titoli di Stato dei Paesi europei. Sarà necessario pertanto individuare altri strumenti su cui investire la liquidità aziendale se si vuole ottenere una remunerazione idonea alle aspettative. Chi si occupa della gestione finanziaria dell’azienda dovrebbe tenere in considerazione 3 punti fondamentali.

Quanto investire e su quali scadenze

La decisione sugli importi e le tempistiche di investimento della liquidità aziendale deve partire da un’attenta analisi dei flussi di cassa atta a prevedere entrate e uscite al fine di stabilire quali siano i momenti di abbondanza e di carenza di liquidità così da programmare il disinvestimento nel momento corretto. L’investimento ottimale è quello che scade appena prima dell’uscita di cassa; oppure un investimento che a scadenze progressive (3-6-9-12 mesi). Tuttavia, trattandosi di previsioni, esse non possono tenere conto di improvvise necessità di liquidità, pertanto è prassi comune scegliere una combinazione di soluzioni che preveda la flessibilità necessaria per far fronte a tali situazioni.

Su quali prodotti investire la liquidità aziendale

Come detto poco sopra, i rendimenti delle soluzioni di risparmio sono più che mai in questo periodo molto bassi e prossimi allo zero, in particolar modo quelle a breve e medio termine (basti pensare che l’ultima emissione di Bund tedeschi a 10 anni ha avuto un tasso prossimo allo zero). Uno strumento che meglio risponde alle esigenze di flessibilità delle aziende pur garantendo rendimenti interessanti è il conto deposito. Questa soluzione permette di destinare parte del capitale in un comparto libero, quindi prelevabile in ogni momento, e parte in uno o più comparti vincolati che offrono un rendimento migliore. Una combinazione ottimale prevede di depositare parte della liquidità (necessaria a far fronte ad uscite di cassa impreviste) nel comparto libero, e parte nel comparto vincolato. Nel secondo caso è possibile scegliere tra diverse scadenze (da 1 mese a 5 anni) creando un piano di investimento/disinvestimento personalizzato in base alle previsioni legate al cash flow.

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