Consigli per un portafoglio solido

Pubblicato da il 24/02/2016 in conto deposito -

Un portafoglio solido dipende da molti fattori, alcun oggettivi come la situazione personale – più i proventi degli investimenti sono necessari al buon andamento del bilancio familiare, minori sono i rischi che si possono correre, e viceversa – altri più soggettivi, come la propensione al rischio – ovvero le oscillazioni del portafoglio che si è in grado di sopportare senza perdere la serenità.

Detto questo, gli esperti del settore possono darci alcuni consigli su quali siano gli aspetti da valutare in merito alla costruzione del nostro portafoglio.

  • È importante non lasciarsi influenzare dalla situazione contingente del mercato, cercando di mantenere una certa coerenza rispetto alle proporzioni prestabilite tra investimenti ad alto, medio e basso rischio.
  • La valutazione del rendimento di un investimento deve tener conto del prezzo di acquisto, del valore di rimborso, della pressione fiscale e dei costi pagati agli intermediari.
  • Rendimenti alti a rischio zero o basso rappresentano una promessa di cui non ci si deve mai fidare.
  • Il cosiddetto “portafoglio perpetuo” è una soluzione che garantisce un ottimo equilibrio ed è suddiviso in quattro parti: il 25% in azioni, il 25% in oro, il 25% in titoli governativi a breve e il 25% in titoli governativi a lungo.

Se come abbiamo detto la costituzione di un portafoglio solido dipende da elementi quali la situazione personale e la propensione al rischio, allora la sua composizione varia da caso a caso. Vediamo alcuni esempi.

  • Per un pensionato di 70 anni con moglie a carico, casa di proprietà e bassa propensione al rischio, il mix ideale potrebbe essere formato da un 60% di liquidità allocata in strumenti monetari della zona euro come il conto deposito e un 40% in un prodotto conservativo come la polizza vita.
  • Ad un artigiano, con moglie impiegata part-time, 2 figli e una propensione al rischio medio, si può suggerire un 20% in azionario, un 65% in obbligazionario e un 15% in liquidità.
  • Infine un professionista cinquantenne con propensione al rischio medio-alta, proprietario di due case, sceglierà probabilmente un portafoglio con una quota del 70% in obbligazionario, una del 25% in azionario e una del 10% in liquidità.

Tra le varie opzioni a disposizione, il conto deposito, per le sue caratteristiche di sicurezza, gratuità (alcune banche si accollano anche l’imposta di bollo) e i tassi di rendimento noti, rimane una soluzione adatta a qualsiasi tipologia di risparmiatore. Come abbiamo detto, la scelta del giusto mix per la differenziazione del proprio portafoglio dipende da diversi fattori, può quindi essere opportuno rivolgersi ad un esperto al fine di valutare quali siano le opzioni che meglio rispondono alle proprie esigenze.

Rendimax banner

SCRIVI UN COMMENTO

Feed RSS