Conti deposito e libretti di risparmio a confronto

Pubblicato da il 16/01/2012 in conto deposito - 3 Commenti

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo che trattava l’argomento dei libretti di risparmio. La conclusione è stata che, a causa dell’introduzione dell’imposta di bollo, questo strumento di risparmio è diventato meno redditizio, anche se -in un orizzonte temporale più lungo (per esempio 10 anni) – il beneficio dei libretti è tendenzialmente più elevato dei conti deposito.

Di seguito riassumeremo i pregi e difetti dei libretti e dei conti deposito. Prima di entrare nel dettaglio, ricordiamo che le due tipologie di deposito vanno a soddisfare interessi diversi. Entrambi infatti garantiscono un rendimento superiore all’inflazione, a patto che vengano utilizzati  seguendo quanto prevedono.

I libretti, fin dalla loro introduzione nel 1875, sono stati pensati per offrire dei buoni rendimenti ai piccoli risparmi solo se lasciati costantemente depositati nel tempo. L’utilizzo di questa forma di risparmio è stata spesso associata a quello dei genitori, che alla nascita di un figlio, aprivano un libretto di risparmio per garantirgli una somma maggiorata dagli interessi, al raggiungimento della maggiore età.

I Conti deposito invece, introdotti in Italia da Ing Direct circa dieci anni fa, sono stati studiati come alternativi al conto corrente, pur con un’operatività più limitata. In questo caso si è pensato di offrire un prodotto finanziario a zero spese dove, in cambio di un deposito a scadenza vengono offerti dei tassi di rendimento molto elevati.

Ma vediamo nella tabella sottostante quali sono i clienti ideali per i due depositi:

Conti deposito

Libretti di risparmio

A chi sono adatti

A tutte le persone che intendono depositare dei risparmi per un orizzonte temporale compreso tra un mese e 2 anni. Essendo uno strumento innovativo, è destinato a chi apprezza l’operatività online ed i servizi accessori connessi (es. carte di pagamento).

Per chi ha una bassa propensione al rischio e vuole depositare una somma per un orizzonte temporale molto lungo, anche 20 anni.

A chi non sono adatti

A chi potrebbe voler tornare in possesso della somma prima della scadenza del deposito, in quanto in taluni casi potrebbe perdere l’interesse maturato.

A chi vuole ottenere dei rendimenti maggiori nel breve-medio termine.

Rendimento

Varia in base all’Istituto di Credito emittente. In linea di massima è possibile ottenere dei tassi di rendimento netti superiori o molto superiori al livello di inflazione nel breve periodo.

Il rendimento sale in relazione alla durata del deposito. Nel breve periodo è inferiore al livello di inflazione, ma nel lungo esso aumenta offrendo rendimento all’altezza di un orizzonte temporale così elevato.

Individuato il cliente adatto per la tipologia di risparmio, vanno valutati i pro e contro di entrambi. I Conti deposito godono del nuovo regime fiscale, sceso dal 27% al 20%, rendendoli più remunerativi. Inoltre il bollo è normalmente pagato dalla banca. Al tempo stesso va detto che l’alto livello di interesse può essere ottenuto sottoscrivendo dei conti deposito con durata variabile tra 1 mese e 2 anni.

I libretti di risparmio invece godono dell’esenzione del bollo solo per depositi inferiori ai 5.000 euro e danno la possibilità di tornare immediatamente in possesso della somma. Al tempo stesso sono spesso battuti dall’inflazione nel breve periodo (fatto salvo eventuali promozioni) e sopra i 5.000 euro sono soggetti al pagamento di 34.20 euro di imposta annuale.

In conclusione è possibile affermare che i libretti di risparmio sono adatti per alcune tipologie di risparmiatore, in particolare coloro che cercano uno strumento di semplice utilizzo e senza servizi connessi. Per chi invece ricerca uno strumento di risparmio più innovativo, il conto deposito risulta essere la scelta più appropriata ed al passo con i tempi.

Il conto deposito è, ad oggi, un servizio che verrà utilizzato molto in futuro. Alcune banche si stanno orientando verso il miglioramento delle attuali proposte commerciali, in modo da soddisfare i bisogni dei risparmiatori, mantenendo comunque dei tassi di rendimento elevati.

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