Conti deposito e Pronti Contro Termine a confronto

Pubblicato da il 05/06/2012 in conto deposito - 8 Commenti

Visti l’andamento dell’inflazione ed i bassi interessi offerti dai tradizionali conti corrente, sempre più persone investono il proprio risparmio in strumenti finanziari sicuri ma dal rendimento superiore, come i conti deposito e i pronti contro termine (PCT).

Se il conto deposito libero permette di disporre del denaro versato in qualunque momento, quello a scadenza riveste certamente un ruolo di primo piano tra i prodotti più remunerativi per i risparmiatori: il rendimento offerto in questi casi, infatti, è particolarmente interessante (a volte superiore al 4,80% lordo annuo) soprattutto per depositi la cui durata è pari o superiore a 2 anni.

Considerando che, dal primo gennaio scorso, l’aliquota sulla tassazione è stata ridotta dal 27% al 20%, un investimento di questo tipo può dunque tradursi in un buon guadagno, soprattutto se la banca si fa carico dell’imposta di bollo proporzionale, fissata all’1 per mille nel 2012 dal decreto Salva-Italia (quota minima pari a 34,20 euro).

Tra le altre alternative disponibili, per chi vuole investire il proprio denaro a breve termine e al riparo dai rischi, ci sono poi i Pronti Contro Termine, il cui rendimento si aggira attualmente tra il 3 ed il 4% lordo.

Si tratta di contratti nei quali un venditore (generalmente un istituto di credito) cede un certo numero di titoli (di solito Titoli di Stato o monetari) ad un acquirente, impegnandosi a riacquistarli ad un dato prezzo (solitamente più alto) in un secondo momento predeterminato (in media, nell’arco di 1-3 mesi, raramente un anno).

La convenienza ad investire in questi due tipi di strumenti finanziari, va valutata considerando che, mentre prima della manovra Salva-Italia la tassazione risultava più vantaggiosa per i PCT (con aliquota al 12,5% contro il 27% dei depositi), dal 2012 questa è passata al 20% per entrambi; le regole per l’imposta di bollo restano invece le stesse per i due prodotti: 1 per 1.000 per l’anno in corso (con un tetto minimo di 34,20 euro e uno massimo di 1.200 euro) e 1,5 per 1.000 nel 2013, comprensiva di importo minimo ma senza più massimale.

Per investire al meglio il proprio denaro, è comunque importante ricordare la regola aurea: diversificare il proprio portafoglio o affidarsi ad un consulente esperto e di fiducia.

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8 Commenti a "Conti deposito e Pronti Contro Termine a confronto"

  1. luca 06/06/2012 at 20:03 ·

    buon giorno: 3 domande……..imposta di bollo sul conto deposito ( che voi la pagate per noi e vi ringrazio ) ma nel caso contrario ( la dovessi pagare io )…..1) in caso io avessi un saldo medio/anno pari a zero pagherei il bollo sul conto ? ….2) e se avessi un saldo medio/anno inferiore ai 5000 € come sui conti correnti pagherei comunque ?….3) e per finire rispetto alle due domande sopra in caso dovessi pagare quanto ?………grazie e buon lavoro

  2. PANTALONE 07/06/2012 at 07:52 ·

    Rimane comunque il fatto al di la della convenienza del tasso e del tempo che per i c.d , c’e’ la garanzia del f.i.t.d , per i ptc no !

  3. Redazione 07/06/2012 at 14:46 ·

    Ciao Luca,

    a partire da quest’anno (decreto Salva Italia), i conti deposito sono soggetti ad un’imposta di bollo proporzionale pari all’1 per mille annuo per il 2012 e all’1,5 per mille nel 2013; per tutti i depositi, inclusi quelli sotto i 5 mila euro (su tale punto l’Antitrust ha fatto una segnalazione alle Camere), la tassazione minima è di 34,20 euro. Per il 2012, inoltre, è previsto un massimale di 1.200 euro che verrà meno nel 2013.

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