Conto titoli e conto deposito a confronto

Pubblicato da il 06/05/2016 in conto deposito -

Secondo un’indagine riportata su Panorama, la percentuale di Italiani che risparmia è passata dal 33% del 2014 al 37% del 2015, prediligendo strumenti finanziari sicuri (35%) piuttosto che a rischio (9%). In calo la percentuale di individui che ritengono sbagliato investire in qualsiasi strumento (finanza, mattone, ecc) che si attesta sul 27% del totale, sintomo di una ritrovata fiducia nel mercato. E’ stato inoltre rilevato che il 78% dei risparmiatori è solito affidarsi alle banche, che propongono numerose opzioni, molte delle quali necessitano di uno strumento di appoggio, ossia il conto titoli.

Conto Titoli

Si tratta di uno strumento con il quale il correntista può gestire una serie di soluzioni come fondi comuni di investimento, azioni, obbligazioni, Titoli di Stato, ETF ed altro. Esso è soggetto ad alcuni costi che differiscono in base a quali:

  • Istituto di credito
  • Conto online/offline
  • Tetto massimo per il deposito
  • Tipologia di mercati sui quali si può operare

Si tratta di costi come il canone mensile e le spese di gestione delle singole soluzioni. Tale strumento è inoltre soggetto all’imposta di bollo, che grava sul correntista, salvo particolari condizioni contrattuali con cui la banca funge da sostituto d’imposta. L’utilizzo del conto titoli presuppone una certa vitalità da parte del correntista che, in autonomia o con il supporto di un consulente, dovrebbe monitorare e rinnovare periodicamente il suo portafoglio titoli cercando investimenti sempre migliori. Quando si sceglie uno strumento (azioni, obbligazioni, ecc) bisogna tenere in considerazione che, al rendimento netto promesso, vanno scalate le commissioni sulla transazione, l’imposta di bollo e le spese di gestione del conto. Tanto più frequenti sono le transazioni di titoli, tanto più alte saranno quindi le spese, pertanto oltre a valutare la convenienza economica dell’operazione dal punto di vista del mercato, bisogna valutare se l’impatto di tali costi non vanifichi il guadagno derivante dalla transazione. I rendimenti sono quindi molto variabili, possono essere elevati ma possono essere anche negativi, comportando la perdita di parte del capitale.

Conto Deposito

Uno strumento alternativo, più semplice e sicuro è il conto deposito. Analogamente al conto titoli, viene alimentato con versamenti dal conto corrente di appoggio, è soggetto al pagamento dell’imposta di bollo ma non è gravato dal canone mensile/annuale di gestione. In questo caso il depositante non acquista titoli: può parcheggiare un certo importo per una durata più o meno lunga, che determinerà la remunerazione del capitale, differenziando così il proprio risparmio. Vincolare il denaro, così come ritirarlo a scadenza, non comporta costi, pertanto è possibile considerare il conto deposito come uno strumento a costo zero. Il capitale è sempre garantito (sino a 100 mila euro) dal FITD, cosa che non avviene per il conto titoli, la cui sicurezza dipende dalla tipologia di titoli acquistati dal correntista.

Si tratta quindi di strumenti molto diversi l’uno dall’altro che possono rivelarsi più o meno adatti in base alla somma da destinare al risparmio, dalla propensione al rischio della persona e dall’orizzonte temporale di interesse, pertanto può essere opportuno rivolgersi ad un esperto prima di propendere per l’uno o per l’altro.

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