Conto deposito: meglio libero o vincolato?

Pubblicato da il 05/05/2016 in conto deposito -

Il conto deposito è uno strumento di risparmio largamente diffuso in quanto presenta dei costi molto bassi, se non addirittura pari a zero, e garantisce dei rendimenti certi e stabili nel tempo. Il funzionamento di questa soluzione è molto semplice: per attivare un conto deposito è necessaria la maggiore età ed essere titolari di un conto corrente attraverso il quale movimentare il denaro in entrata e in uscita dal deposito. Tale conto si chiama conto di appoggio predefinito e deve avere la medesima intestazione del deposito per garantire al cliente la sicurezza che il suo capitale non possa finire in “mani” altrui. Numerosi istituti di credito, sia online che di tipo tradizionale, offrono questa tipologia di soluzione, pertanto le offerte sul mercato sono molteplici, e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze non è per nulla facile. Il tratto in comune tra le varie proposte è costituito dalla possibilità di scegliere tra una soluzione libera e una vincolata.

Conto deposito libero

Generalmente, i conti deposito, al momento dell’attivazione, si configurano come liberi, ossia il cliente può versare e prelevare il denaro in qualsiasi momento. Tale compartimento fa da “tramite” tra il conto di appoggio e le somme eventualmente vincolate: per vincolare una somma è necessario che essa sia presente sul comparto libero dove viene poi riaccreditata, assieme agli interessi, una volta scaduto il vincolo. Il rendimento conto deposito libero è chiaramente inferiore a quello offerto dalle soluzioni vincolati in quanto la banca deve rendere disponibile la liquidità in ogni momento e non può utilizzarla per investimenti a medio-lungo termine che, notoriamente, offrono i rendimenti più interessanti. Tale soluzione risulta comunque più remunerativa del semplice conto corrente e si adatta a coloro i quali necessitano di avere sempre la disponibilità delle somme depositate. Il tasso di interesse offerto può variare nel tempo, pertanto non è possibile stabilire quale sarà il gudagno nel lungo termine se si sceglie questa soluzione

Conto deposito vincolato

I clienti che desiderano ottenere rendimenti più elevati rispetto al comparto libero possono scegliere il conto deposito vincolato, parcheggiando le somme per periodi di tempo più o meno lunghi: generalmente le scadenze vanno da 1 mese a 5 anni e possono prevedere o meno la possibilità di svincolo anticipato. Solitamente, qualora ci fosse la possibilità di svincolare, la penale sarebbe costituita dalla perdita degli interessi maturati durante il periodo, oppure l’applicazione di un tasso di interesse inferiore. Per vincolare una somma è necessario che essa sia presente sul comparto libero, dove verrà poi riaccreditata al momento dello svincolo assieme agli interessi, e da qui potrà essere prelevata. I tassi di interesse, stabiliti al momento del vincolo, rimangono i medesimi sino alla scadenza, pertanto è possibile calcolare con precisione quale sarà il guadagno a scadenza.

Esistono inoltre soluzioni ibride che prevedono la possibilità di avere il capitale sempre a disposizione richiedendolo con un certo periodo di anticipo. In questo caso il rendimento, così come la flessibilità, sono un compromesso tra la soluzione libera e quella vincolata. Le somme presenti sul conto deposito sono soggette all’imposta di bollo pari allo 0,2%, che, talvolta, viene pagata dalla banca. I proventi derivanti dall’investimento nel conto deposito sono invece tassati al 26%, trattandosi di un prodotto bancario. La soluzione migliore è quindi una combinazione delle precedenti: conviene utilizzare i vincoli per le somme che siamo certi non ci serviranno fino a scadenza, e depositare le altre sul comparto libero.

 

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