Cresce la raccolta bancaria e cambia la sua composizione

Pubblicato da il 01/06/2012 in conto deposito, news -

La relazione annuale della Banca d’Italia ha segnalato una crescita della raccolta complessiva del sistema bancario italiano nel 2011 pari al 4,3% (2.427 miliardi di euro la soglia raggiunta), ma ha messo in luce un cambiamento, iniziato nel periodo estivo, nella composizione della raccolta.

In particolare, lo scorso anno la raccolta all’ingrosso (quella, cioè, relativa agli investimenti provenienti dall’estero) si è ridotta del 4,8%, mentre la quota di rifinanziamento presso la Bce è aumentata del 6,7%. I depositi dei residenti si sono invece ridotti in misura minima (-0,5%, attestandosi a quota 1.150,6 miliardi di euro), a causa della contrazione dei flussi di cassa delle aziende e della PIccola e Media Impresa che ha pesato maggiormente rispetto all’aumento dei depositi familiari presso le banche (+0,4%). Nel 2011, le famiglie hanno investito di più anche in bond bancari (+6,9% rispetto al 2010), contribuendo così all’aumento della raccolta obbligazionaria complessiva che, l’anno scorso, è stato del 2,6%.

D’altra parte, la maggiore remunerazione dei Titoli di Stato ha portato molti risparmiatori a preferire BoT e BTp ai conti correnti (scesi del 2,9%), inducendo gli istituti di credito a puntare su altri strumenti di risparmio a maggiore rendimento, come il conto deposito a scadenza (+41,2%).

Le azioni intraprese dalla Bce all’inizio dell’estate scorsa (quando, cioè, le tensioni sul debito sovrano dei Paesi membri dell’UE iniziavano ad acuirsi) sono dunque riuscite ad arginare gli effetti della crisi sul sistema bancario italiano, mediante:

  • estensione degli acquisti di titoli;
  • riduzione dei tassi;
  • dimezzamento, a dicembre, del coefficiente di riserva obbligatoria (ossia dei depositi bancari che per legge ogni banca è tenuta a detenere sotto forma di contanti o di attività facilmente liquidabili);
  • immissione, a dicembre e a fine febbraio, di 1.000 miliardi di liquidità (500 con gli importi in scadenza) con operazioni a 3 anni per rifinanziare le banche (alle 112 italiane sono andati 225 miliardi, 140 al netto dei rimborsi).

 

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