Il conto deposito per le aziende

Pubblicato da il 20/04/2016 in conto deposito -

Da tempo, il conto deposito è divenuto l’emblema degli investimenti a basso rischio fra i risparmiatori: l’incertezza finanziaria dei mercati ha spinto tutti ad una maggiore prudenza negli investimenti, costringendo gli istituti di credito a mettere a punto soluzioni di risparmio e rendimento più sicure. Il risultato è quindi un prodotto finanziario rivolto a privati, aziende e curatori fallimentari, attraverso il quale l’investitore “parcheggia” il proprio capitale per alcuni mesi facendolo nel fruttare, per poi utilizzare quella liquidità al momento del bisogno. Se il conto deposito per i privati è ormai molto diffuso e promosso dalla maggior parte degli istituti di credito, sia fisici che online, quello riservato alle aziende non ha ricevuto la medesima attenzione: sono ancora molto pochi gli istituti di credito che hanno deciso di fornire quest’interessante servizio alle imprese, che attraverso questo prodotto finanziario, potrebbero garantirsi una buona liquidità ed un rendimento molto più cospicuo di quello ottenibile mediante il più comune conto corrente bancario.

A differenza del conto corrente bancario, infatti, il conto deposito non prevede spese, e di contro prevede dei tassi di interessi creditori appetibili, comunque molto più elevati di quelli previsti anche nei migliori conti correnti. Le opportunità di conto proposte alle aziende sono le stesse di cui possono usufruire i privati: il conto deposito è disponibile nella versione libero o vincolato, a seconda che si scelga o meno, nel periodo della durata del contratto, di bloccare la liquidità. A poter aprire un conto deposito aziende, in quasi tutti gli istituti di credito che offrono quest’opportunità, sono sia i soggetti muniti di partita Iva, che i professionisti e gli studi associati, ma anche le imprese individuali e le società di persone o di capitali. A queste realtà si sommano le parrocchie, le associazioni, le fondazioni, le Onlus, ma anche i condomini ed i consorzi esterni. Ciascuna impresa, per poter avviare un conto di investimento di questo genere, dovrà fornire tutta la documentazione necessaria, affinché l’istituto di credito possa procedere alle sue verifiche. Fra i documenti indispensabili per aprire un conto deposito aziende non devono mancare i documenti aziendali, quindi Partita IVA, numero di iscrizione alla Camera di Commercio e codice fiscale, ai quali devono essere aggiunti i documenti di identità del delegato aziendale ed ovviamente il codice IBAN del conto corrente da collegare a quello di deposito. A questi documenti essenziali, potrebbero aggiungersi la visura camerale, l’atto costitutivo o anche lo statuto.

Il conto deposito aziende

Esattamente come avviene per quelli dedicati ai privati, anche il conto deposito aziende non prevede spese di apertura, chiusura, gestione o degli eventuali trasferimenti che verranno effettuati da e per il conto stesso, che sono presi in carico dall’istituto di credito con cui si è sottoscritto il contratto. Gli interessi maturati hanno una percentuale variabile che dipende dal tipo di contratto sottoscritto: è ovvio che ad un conto libero, quindi accessibile in qualsiasi momento, corrisponderanno degli interessi creditori inferiori a quelli maturati attraverso un conto di tipo vincolato. Le aziende, inoltre, a prescindere dall’investimento che sceglieranno di sottoscrivere dovranno fare molta attenzione alla soluzione più idonea alla tipologia di impresa che rappresentano: gli interessi maturati, infatti, sono comunque sottoposti ad una ritenuta pari al 26% da scontare poi l’imposta sul reddito aziendale. In pratica la ritenuta del 26% corrisponde ad un acconto al quale dovrà essere aggiunto, in fase di dichiarazione dei redditi, la differenza restante. Proprio per questa ragione, prima dell’apertura di questo prodotto finanziario è importante rivolgersi ad un consulente per comprendere quale soluzione più si addice alla propria struttura societaria. I conti deposito posseggono un ulteriore vantaggio: la sicurezza, garantita in molte banche, dall’adesione al Fondo Interbancario Tutela Depositi, che assicura i conti bancari dei risparmiatori e delle aziende sino a 100.000€.

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