Il crollo del rendimento dei BOT

Pubblicato da il 14/03/2012 in conto deposito - 1 Commento

Borsa italiana

Fin dall’introduzione di questo blog abbiamo spesso affrontato il tema del rendimento dei Titoli di Stato. Abbiamo provato a spiegare il legame tra:

  • crisi del nostro debito sovrano;
  • rallentamento dell’economia;
  • i passati timori per un possibile default dell’Italia.

Ciò che ha messo in crisi il sistema finanziario nazionale sono stati i tassi di interesse offerti per i BOT e i BTP, schizzati alle stelle, che testimoniavano la crescente diffidenza degli investitori internazionali verso la situazione politica ed economica dei mesi passati. Basti pensare che a novembre 2011 il rendimento dei BOT a tre mesi era pari al 6,45%, mentre oggi la situazione è nettamente migliorata. Lo stesso Titolo di Stato, su valutazione del 13 marzo, offre un interesse pari allo 0,49%, ben sei punti percentuali circa in meno rispetto a quanto registrato solo 4 mesi fa.

Se da una parte il dato è sicuramente incoraggiante per l’economia italiana, poichè dimostra che gli sforzi compiuti stanno pagando, dall’altra tale situazione potrebbe far spostare le preferenze di alcuni risparmiatori verso altri strumenti finanziari. Ciò avviene essenzialmente per tre motivi:

  • al ridotto interesse vanno aggiunte le imposizioni fiscali pari al 12.5%;
  • i tassi di rendimento sono inferiori al livello di inflazione;
  • vi sono strumenti alternativi che offrono di più a parità di periodo di investimento.

Un esempio di questi strumenti alternativi è il conto deposito, che ad oggi offre dei rendimenti netti solitamente superiori anche al livello di inflazione prevista per i prossimi 12 mesi.

Essendo sia i BOT che i conti deposito due strumenti su cui vige un elevato grado di sicurezza, in quanto tutelati dallo Stato i primi e dal FITD i secondi, è importante che ogni risparmiatore sia abile a diversificare il proprio portafoglio di investimenti e che valuti bene le proprie necessità di risparmio.

 

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