Il recupero degli strumenti finanziari: le migliori scelte per i risparmiatori

Pubblicato da il 02/02/2012 in conto deposito -

Cercare di consigliare i risparmiatori su quale sia lo strumento finanziario da preferire è sempre difficile, perché ognuno ha diverse necessità. Lo scopo è chiaro: cercare di massimizzare il rendimento nel periodo di disponibilità dei propri depositi.

Ciò che nell’ultimo periodo ha limitato il ricorso a strumenti finanziari è stata la crisi. Essa infatti ha suscitato dei timori che, seppur giustificati, hanno offerto agli Italiani un ulteriore elemento di difficoltà nella scelta dello strumento da preferire per il proprio risparmio.

In un articolo pubblicato oggi su La Repubblica, è stato proposto un confronto tra l’andamento dello scorso anno e le prospettive di crescita future dei principali forme finanziarie. Vediamo in dettaglio cosa è emerso:

  • Mercato azionario

È stato nel 2011 la tipologia di investimento che ha suscitato maggiori timori per gli investitori. È difficile pensare che solo un mese di andamento positivo permetta di valutare se il vento stia cambiando, ma le prospettive sono incoraggianti. A gennaio infatti, l’andamento degli scambi di Piazza Affari ha segnato un +7,8%, il risultato migliore ottenuto dal 2001. La spiegazione di questo incremento è dovuta essenzialmente alla presenza di titoli bancari nel listino, che hanno registrato un deciso rialzo, e al miglioramento dell’andamento dei Titoli di Stato.

  • Titoli di Stato

Hanno ottenuto dei tassi di rendimento più elevati rispetto ai medesimi titoli emessi dai Paesi esteri. Oltre agli alti interessi che garantiscono i BTP, anche i BOT sono più competitivi rispetto ai concorrenti europei. È uno strumento leggermente più rischioso degli altri, ma sulla solvibilità dello stesso garantisce lo Stato Italiano, il quale si sta dimostrando capace di far fronte ai propri impegni in ambito internazionale.

  • Obbligazioni

Hanno sofferto maggiormente la crisi dello scorso anno a causa delle turbolenze finanziarie e dei costi troppo elevati, determinati dallo spread nazionale. Il clima è ancora difficile, ma a gennaio è stato registrato un timido segnale di ripresa dettato soprattutto dalle immissioni di obbligazioni da parte delle banche.

  • Fondi comuni

Hanno subito un forte calo durante il 2011: basti pensare che hanno generato dei disinvestimenti netti per 40 miliardi di euro, dieci dei quali solo nel mese di dicembre. Il prodotto si è trasformato in breve periodo da strumento preferito dagli italiani a prodotto di nicchia (per pochi). Le possibilità di crescita sono elevate, ma è bene: puntare su una forte diversificazione degli investimenti e farsi consigliare da professionisti del credito.

  • Conti Deposito

Sono gli strumenti più diffusi per impegnare la liquidità entro i due anni. Da gennaio godono di un regime fiscale passato dal 27% al 20%, rendendoli più convenienti. Vista la progressiva riduzione dei rendimenti dei Titoli di Stato, offrono dei tassi di interesse convenienti e competitivi. Data la necessità di liquidità di molti Istituti di Credito, è facile intuire che diversi cercheranno di offrire dei rendimenti maggiori per attirare i risparmiatori verso un conto deposito.

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