Il rendimento dei BTp può superare l’inflazione?

Pubblicato da il 17/09/2012 in conto deposito -

La promessa della Federal Reserve (FED), la banca centrale statunitense, di immettere sul mercato 40 miliardi di dollari al mese per uscire dalla crisi economica, sembra aver ridimensionato sensibilmente la volatilità dei mercati finanziari, soprattutto con riferimento all’Eurozona, Italia e Spagna in primis.

Dopo la recente riduzione dei livelli record dello spread, attualmente intorno a 337 punti base, si assiste ora ad un’ulteriore prova della rinnovata fiducia degli operatori nella ripresa economica: il rendimento dei BTp a 10 anni è infatti sceso, per la prima volta da 6 mesi a questa parte, sotto il 5% (attestandosi infine a 5,085%).

Ma la ritrovata “normalità” dei mercati finanziari ha riflessi immediati meno favorevoli sui ritorni di quanti hanno investito in Titoli di Stato (soprattutto a breve termine), tanto più se si considera anche l’andamento del carovita: l’impennata dei prezzi dei carburanti, infatti, ha spinto il tasso d’inflazione italiano oltre il 3%, rendendo difficile individuare forme di investimento sicure che tutelino il valore reale del risparmio.

In un articolo del Sole 24 Ore di Sabato 15 settembre, si legge che se lo scenario attuale di allentamento delle pressioni sull’Eurozona dovesse permanere nel prossimo futuro, gli investimenti maggiormente orientati alla sicurezza potrebbero non essere più in grado di preservare il capitale reale.

Fortunatamente, esistono diverse alternative di investimento che permettono di veder crescere il proprio risparmio senza esporsi ad eccessivi rischi. Eccone alcune:

  • Titoli di Stato italiani. Chi preferisce non esporsi sul fronte azionario può scegliere di allungare le scadenze dei propri Bond: il BTp a 5 anni, per esempio, offre ancora un rendimento lordo poco al di sotto del 4%, in grado quindi di preservare il capitale, a patto però di conservare i titoli fino alla loro scadenza. In alternativa il BTp Italia, primo titolo di Stato indicizzato all’inflazione italiana (con cedole semestrali – la prima delle quali in scadenza al 26 settembre prossimo – e durata quadriennale, pensato soprattutto per le esigenze dei risparmiatori e degli investitori retail e sottoscrivibile direttamente online), potrebbe arrivare a rendere anche più del 5% lordo (4,8% netto) su base annua, anche se molto dipenderà dall’andamento dell’inflazione.
  • Corporate bond sovrani dei Paesi emergenti.  Questo tipo di investimento può offrire ritorni interessanti, ma implica un’adeguata diversificazione degli emittenti, cosa non sempre facile per i piccoli risparmiatori.
  • Conti deposito. Oltre ad essere garantito dal FITD, questo tipo di strumento di risparmio si conferma interessante anche nel breve periodo: il rendimento dei migliori conti deposito attualmente sul mercato, infatti, può arrivare a superare il 4,3% lordo (3,4% netto) su base annua.

Qualunque strategia di investimento si decida di adottare, tuttavia, è bene tener presente che la prima regola per tutelare il proprio denaro resta quella di diversificare il più possibile il proprio portafoglio, ancor meglio se sotto la supervisione di un consulente esperto e fidato.

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