Il risparmio alla prova QE

Pubblicato da il 23/01/2015 in conto deposito, news -

Il quantitative easing è una tipologia di politica monetaria attraverso la quale una banca centrale mira a rilanciare l’economia attraverso l’acquisizione di Titoli di Stato, ma non solo, emettendo moneta per dare al mercato liquidità a basso costo.

Il 22 gennaio Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, ha annunciato che la BCE ha deciso di attuare questa politica, con un piano di acquisti di titoli pubblici per 60 miliardi di euro al mese: inizierà a marzo di quest’anno per proseguire almeno fino a settembre 2016 o fino a quando l’inflazione non arriverà a livelli prossimi al 2%.

Quali possono essere le implicazioni per il risparmio?

Il risultato di questa tipologia di manovra è solitamente rappresentato da bassi tassi di interesse; difficilmente potrà essere d’aiuto, quindi, per il rendimento di Bot, Btp e conti deposito: da mesi i Bot non sono più convenienti; rispetto a questi un conto deposito può essere un’alternativa perché generalmente offre tassi più alti, specialmente sui vincoli a 12 mesi. I Btp hanno raggiunto il minimo storico dell’1,57% e danno comunque un ritorno in una situazione generale di tassi bassi; però, se il QE raggiungesse l’obiettivo di un’inflazione vicina al 2%, il rendimento reale diventerebbe negativo.

Il tasso di interesse non elevato può però rivelarsi positivo per chi accende un mutuo: i livelli già bassi, sia per i fissi che per i variabili, potrebbero scendere ancora mano a mano che la manovra BCE proseguirà.

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