Imposta di bollo sul conto deposito

Pubblicato da il 08/05/2017 in conto deposito -

Il conto deposito è uno degli strumenti più utilizzati dagli italiani in quanto offre rendimenti soddisfacenti, conoscibili a priori e costi contenuti, spesso pari a zero: si tratta di un prodotto semplice ed economico, molto meno complesso di altri strumenti come azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento e quant’altro. Esistono tuttavia delle “spese” che vengono applicate a tutti i conti deposito (non si tratta di spese vere e proprie, quanto piuttosto di elementi che rendono meno cospicua la remunerazione del capitale):

  • tassazione sugli interessi maturati (pari al 26%), e comune a tutti gli strumenti finanziari diversi dai fondi pensione, Titoli di Stato e fondi contenenti questi ultimi;
  • imposta di bollo (pari allo 0,20% del capitale depositato).

La percentuale dell’imposta di bollo applicabile al conto deposito non è stata sempre costante negli ultimi anni: nel 2012 ammontava allo 0,10% (con un costo massimo di 1200 euro), nel 2013 era pari allo 0,15%, e dal 2014 in poi è salita allo 0,20%. Non è più previsto l’importo minimo pari a 34,20 euro, applicato solo ai conti correnti intestati a persone fisiche con giacenza media superiore a 5000 euro. Tale imposta va sempre considerata quando si sceglie un prodotto di risparmio: consideriamo ad esempio un conto deposito che rende lo 0,30% annuo lordo, ossia circa lo 0,222% netto, con l’imposta di bollo ammonterà allo 0,20%, il rendimento al netto delle spese sarà praticamente pari allo zero. Viceversa, un conto deposito con imposta di bollo a carico della Banca, anche qualora rendesse meno, ad esempio lo 0,20% lordo (0,148% netto), farebbe guadagnare di più rispetto al primo caso.

L’esempio sopra dimostra come, per comparare due conti deposito diversi, sia essenziale tenere in considerazione il fatto che l’imposta di bollo sia a carico del Cliente o della Banca. Bisogno inoltre considerare se il conto deposito con bollo incluso è oggetto di particolari promozioni, per cui tale costo è a carico della Banca solo per un determinato periodo, oppure se lo è al netto di eventuali promozioni. Va considerato infine se l‘imposta di bollo è calcolata sulla giacenza media annuale, trimestrale o sulla giacenza ad una specifica data: conoscendo tale specifica, è possibile valutare quando è meglio investire e quando è invece preferibile disinvestire. In conclusione, non resta che dotarsi di pazienza e una buona calcolatrice e scegliere il prodotto che offre il rendimento migliore, al netto delle spese e dell’imposta di bollo.

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