Quali sono gli strumenti di risparmio più sicuri?

Pubblicato da il 20/08/2012 in conto deposito -

Dopo la breve pausa estiva, riprendiamo le nostre pubblicazioni dedicate al risparmio con un articolo sugli impieghi più sicuri per chi vuole investire il proprio denaro al riparo dalla volatilità.

L’attuale tasso d’inflazione al 3%, unito all’imposta di bollo che, a fine anno, sottrarrà lo 0,1% dai depositi bancari, hanno convinto una volta di più i risparmiatori della necessità di trovare strumenti di deposito sicuri alternativi al conto corrente.

Le opzioni non mancano, eccone alcune:

  • Prodotti postali. Poiché buoni fruttiferi e libretti di risparmio non sono prodotti quotati, non risentono della volatilità dei mercati. Il rendimento lordo annuo dei primi può arrivare al 3,5%, mentre quello dei secondi al 3,7% (e fino al 4,4% in particolari condizioni), a seconda delle condizioni accettate.
  • Immobili. Abbiamo già visto in precedenti articoli come non sia più possibile considerare il mattone un bene rifugio “d.o.c.”, a causa del calo delle quotazioni causato dalla crisi economica e dell’introduzione dell’Imu. A 10 anni il rendimento annuo lordo medio di un immobile si è attestato intorno al 6%, ma al netto dei costi tale valore si dimezza. Riducendo l’orizzonte temporale, inoltre, il ritorno dato da questo tipo di investimento non è più garantito a causa dell’aumentata oscillazione dei prezzi. Ulteriori fattori da tenere in considerazione nel valutare tale tipo di impiego, infine, riguardano: il valore molto alto dell’investimento rispetto ad altre possibili alternative, la ridotta liquidabilità ed il rischio di minusvalenza in caso si renda necessario vendere con urgenza.
  • Conti deposito. I rendimenti offerti, in questo caso, possono arrivare a superare il 4,8% lordo annuo (valore sul quale va applicato un prelievo fiscale del 20%, inferiore al 27% previsto fino al 2011). Come già ricordato in un precedente articolo, questo tipo di strumento di risparmio è solitamente a costo zero, ma soggetto ad un’imposta di bollo sui depositi superiori a 5.000 euro pari all’1 per mille per il 2012 (con un minimo di 34,20 euro e un massimo di 1.200 euro) e all’1,5 per mille nel 2013 (senza massimale). Alcune banche, tuttavia, si sono fatte carico della tassa per tutto il 2012 e qualcuna adotterà la stessa politica anche per l’anno successivo. La sicurezza di ciascun conto deposito, come quella dei conti correnti, è inoltre tutelata dalla garanzia del FITD fino a 100.000.

La prima regola per tutelare il proprio risparmio, in ogni caso, resta quella di diversificare al massimo le proprie scelte di investimento, possibilmente ricorrendo alla consulenza di un esperto fidato.

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