Risparmio e inflazione: conto deposito e Btp a confronto

Pubblicato da il 03/07/2013 in conto deposito -
inflazione

Sempre più spesso, soprattutto in questo momento di incertezza economica, ci si chiede quale potrebbe essere lo strumento di risparmio da scegliere. Non esiste la soluzione migliore in assoluto, questa infatti dipende dalle proprie esigenze.

Considerando l’attuale inflazione, che nel mese di maggio si è attestata intorno all’1,1%, mettiamo a confronto due diverse alternative che potrebbero assorbire il costo della vita e garantire un rendimento:

  • Btp: questo titolo di Stato ha un rendimento che varia e cresce all’aumentare della durata. A 4 anni si ha una cedola del 3,32% che invece sfiora il 4% con scadenza nel 2020. Esistono poi altre due tipologie di titolo che seguono il costo della vita: i Btp Italia, legati all’andamento dell’inflazione del nostro Paese, hanno un rendimento del 3,53% per una scadenza a 4 anni e prevedono la liquidazione degli interessi semestrali insieme alla rivalutazione della cedola e del capitale. Alla scadenza inoltre quanto investito viene rimborsato al 100%. I Buoni del Tesoro inflation linked (Btp€i) invece sono legati al costo della vita europea e prevedono alla scadenza la rivalutazione del capitale in relazione all’inflazione europea maturata durante la vita del titolo stesso.
  • Conto deposito: definito spesso come il salvadanaio, garantisce oggi un tasso che nelle migliori proposte arriva ad offrire un rendimento annuo lordo che supera anche il 3% nelle soluzioni a scadenza per 12 mesi. Punto a favore di alcuni Istituti è la decisione di farsi carico dell’imposta di bollo proporzionale. Inoltre questo strumento è coperto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) che garantisce, per depositante e per banca, sino ad un massimo di 100 mila euro.

Rimane la regola aurea er tutelare il risparmio secondo la quale è bene differenziare il più possibile il proprio portafoglio, consultando un operatore specializzato e di fiducia.

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