Il risparmio in banca si gestisce con un’App

Pubblicato da il 19/09/2014 in conto corrente, conto deposito -

ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la Banca promosso dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana), in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, ha recentemente reso noti i contenuti del rapporto annuale sul mobile banking italiano.

Vedere le persone in fila allo sportello di una banca diventerà un ricordo, un po’ come le cabine telefoniche o il walkman? Troppo presto per affermarlo, ma la ricerca individua una tendenza: se la gestione del conto corrente o del conto deposito da Pc è un pratica sempre più comune, cresce anche il numero di italiani che utilizzano i device mobili (smartphone e tablet), e quindi le App, per interagire con la propria banca e gestire il risparmio personale. Alcuni dati:

  • nel corso del 2013 il 20% degli italiani fruitore di internet banking ha effettuato operazioni anche attraverso lo smartphone;
  • nel 2015 i titolari di conto corrente operativi su questo canale oltrepasseranno il 50%;
  • nel 2013, sono stati oltre settemila i download giornalieri, in media, di applicazioni per il mobile banking.

A seguire si riportano alcuni dati ottenuti dalla ricerca di Abi Lab.

Profilo del cliente. L’indagine traccia un profilo del cliente che utilizza le App: uomo (il 57% contro il 43% di donne), tra i 45 e i 54 anni (28%). Nel 2014 aumenta, inoltre, l’utilizzo di smartphone e tablet da parte delle fasce di età più avanzate rispetto al 2013 (+7% per gli italiani dai 55 ai 64 anni; +10% per quelli dai 45 ai 54).

Frequenza, momento e luogo di utilizzo. Una volta la settimana, la mattina, da casa o dall’ufficio: queste le principali modalità di fruizione delle App. Il 50% dei clienti degli strumenti di mobile banking accede a tali servizi una volta alla settimana, per la maggior parte nel corso della mattina (43% per i tablet; 36% per gli smartphone), seguono il pomeriggio (rispettivamente, 29% e 36%) e la prima serata (29% e 24%). Casa e ufficio rimangono i luoghi prediletti per la fruizione del mobile banking (79% tablet e 67% smartphone), ma piacciono anche le operazioni “in mobilità” (22% e 26%) e quelle fatte “in coda”, sia che si tratti del traffico cittadino che della fila per fare un certificato o ritirare un esame (17% e 23%).

Servizi più utilizzati. Lo smartphone batte il computer soprattutto per operazioni quali la consultazione del saldo e dei movimenti di conto corrente o per cercare lo sportello automatico e la filiale della propria banca più vicina (lo preferisce il 32% dei clienti di mobile banking). Giroconti e bonifici sono invece le operazioni svolte con il tablet. La ricerca evidenzia, comunque, che l’utilizzo di diversi canali rimane nella norma, tanto che il 29% completa un’operazione iniziata su smartphone o tablet via computer, il 20% in filiale, il 18% allo sportello automatico, il 3% attraverso un promotore finanziario o il call center della banca.

Ma come reagiscono le banche di fronte a questa tendenza? Mettono in campo nuove strategie: il 70%, infatti, ha espresso la volontà di aumentare gli investimenti dedicati al mobile banking il prossimo anno e il 30% dichiara un “forte aumento” delle risorse destinate a quest’ambito.

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