Titoli di Stato, immobili e conti deposito a confronto

Pubblicato da il 07/05/2012 in conto deposito - 2 Commenti

Che gli italiani abbiano una scarsa propensione al rischio, in tema di investimenti, è cosa ormai nota. Considerando poco finanza e Bot, la loro scelta oscilla, imperterrita da decenni, tra Btp e immobili.

La casa ha potuto contare fino ad oggi su un’oscillazione dei prezzi abbastanza contenuta, sia rispetto al resto d’Europa, che a Borsa e Buoni del Tesoro. Inoltre, il rendimento totale, comprensivo degli affitti, rimane generalmente positivo. Con la reintroduzione della tassa sugli immobili (IMU), però, il mercato del mattone potrebbe reagire accusando una certa volatilità, anche alla luce della recessione in atto.

Tra i Titoli di Stato i Bot, titoli a breve termine (da 3 a 12 mesi) privi di cedole, risultano poco competitivi, mentre i Btp, la cui durata può variare da 3 a 30 anni, con cedole fisse semestrali, si confermerebbero una valida alternativa d’investimento: con il loro 13,4% (dato di CorrierEconomia) hanno garantito, negli ultimi vent’anni, performance migliori rispetto a tutte le altre forme di impiego considerate, inclusi gli immobili.

E la Borsa? In un arco temporale di 20 anni, quale quello considerato, le azioni italiane risultano migliori degli immobili ma non dei Btp, mentre a 15 hanno la meglio sui Buoni del Tesoro Poliennali, ma vengono superate dalle case. Il vero problema di Piazza Affari resta comunque la volatilità, circa tre volte superiore a quella dei Titoli di Stato.

Un’alternativa d’impiego del proprio risparmio piuttosto stabile e vantaggiosa rispetto ai Bot è rappresentata dal conto deposito; in questo caso è importante valutare attentamente non solo la convenienza del tasso d’interesse proposto, al di là di promozioni temporanee, ma anche la gratuità del conto stesso ed il pacchetto di servizi offerti.

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