Banche e Social Network

Pubblicato da il 14/06/2013 in news -
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Una parte della nostra vita si svolge in Rete. Pochi lo sanno ma l’Italia è il primo paese al mondo per tempo trascorso su Facebook e sugli altri network.

Come interagiscono le banche italiane con i risparmiatori? Una recente indagine condotta da Kpmg Italia ha analizzato gli account aperti da 21 banche italiane che gestiscono il 60% degli asset del settore.  Se Facebook è il più usato dalle aziende (71%) seguito da Youtube (40%), Linkedin (36%), Twitter (32%) e Flickr (15%), per le banche al primo posto c’è Linkedin (71%), seguito da Facebook e Youtube con il 29% e da Twitter con il 21%. Sono varie le motivazioni che spingono gli Istituti a parlare con il risparmiatore via web delle loro iniziative e dei loro strumenti di risparmio.

Il 100% del campione utilizza i social come strumento di comunicazione e marketing, il 56% in un’ottica di servizio al cliente, il 39% per l’innovazione e la creazione partecipativa (crowdsourcing e co-creazione) e il 33% per promuovere l’educazione finanziaria. I profili sono gestiti nel 42% degli Istituti da un team interno dedicato a questi canali, nel 37% da un team misto (risorse interne ed esterne) e nel 16% da un team non dedicato.

Il Sole 24 Ore ha a sua volta condotto un’inchiesta sulla reattività degli Istituti di credito mediante un profilo falso e dei “candid-post”.  Gli argomenti e le domande riguardavano conto corrente, conto deposito, carta di pagamento, investimenti, interessi e rendimento. Questo il verdetto: “Di fronte a domande generiche le banche hanno risposto rimandando a informazioni sui siti ufficiali o suggerendo di visitare le filiali. I link forniti sono utili, ma costringono comunque a leggere schede prodotto e informazioni pubblicitarie anziché intavolare un rapporto interattivo con un addetto social in tempo reale. (…)  Molte banche devono ancora prendere le misure con l’interattività, punto di forza di Facebook e affini”.

Soprattutto negli ultimi anni alcune banche hanno deciso di “essere social” instaurando un dialogo e conversazione continui con il popolo della Rete, coinvolgendoli in progetti che hanno portato alla creazione di nuovi prodotti. I social inoltre permettono di risparmiare tempo ridicendo la distanza banca-cliente.

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