Come salvare le banche in crisi?

Pubblicato da il 28/06/2013 in news -
Unione Europea

Il 27 giugno a Bruxelles, dopo lunghe trattative, si è giunti ad un accordo fra i 27 Paesi membri dell’Unione Europea sulle regole di salvataggio delle banche in crisi.

Sono state decise le procedure di salvataggio degli Istituti di credito a rischio di fallimento. In estrema sintesi vengono colpiti dalle perdite, nell’ordine, gli azionisti, gli obbligazionisti junior, i senior e i depositi oltre i 100.000 euro. Sono invece sempre esclusi dalle perdite i depositi fino ai 100.000 euro, i covered bond, gli stipendi e pensioni dei dipendenti dell’Istituto.

Sono invece chiamati ad intervenire per il salvataggio della banca gli investitori per un limite massimo dell’8%, lo Stato per una massimo del 5% e il fondo Esm (Meccanismo europeo di stabilità) con una dotazione di 500 miliardi di euro, ma solo nei casi eccezionali in cui sarebbero a rischio  i depositi garantititi, oppure se la Commissione Europea verificasse l’esistenza di un serio pericolo per la stabilità finanziaria del Paese.

Il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha dichiarato: “Mi sembra importante  far notare che l’accordo preveda l’uso dell’Esm nella ristrutturazione di una banca in difficoltà. All’inizio delle trattative alcuni Paesi non erano a favore di questa soluzione”. Per altri osservatori: “Il risparmiatore deve poter contare  sul fatto che il valore nominale del suo credito con la banca è garantito. La credibilità della promessa assicurativa è indispensabile, ma nell’accordo raggiunto a Bruxelles manca una assicurazione europea sui depositi a tutela del risparmio”.

Rendimax banner

SCRIVI UN COMMENTO

*

Feed RSS