Cosa fare se il regalo online è sbagliato

Pubblicato da il 12/12/2014 in news -

Di solito ricevere un regalo a Natale favorisce il buon umore, mentre capita spesso che non aiuti il conto corrente del donatore; per questo sempre più italiani cercano di risparmiare utilizzando i siti di e-commerce, ma a volte scoprono di non essersi affidati ad operatori totalmente trasparenti o di avere ricevuto un oggetto che non è in linea con quanto aspettato.

L’Antitrust ha reso noto il decalogo web per “regali-sicuri”, realizzato includendo le novità della nuova normativa europea in materia, recepita dalla legge italiana.

Di seguito si riporta una sintesi.

Diritto di ripensamento: se l’acquirente non è soddisfatto dal prodotto comprato o pensa che le sue caratteristiche non rispecchino le attese, può recedere dal contratto senza dover fornire alcuna giustificazione al venditore entro un termine che passa da 10 a 14 giorni. Inoltre, se non è stato preventivamente informato sul diritto al ripensamento, il diritto di recesso viene prolungato di altri 12 mesi (1 anno e 14 giorni complessivamente).
Il diritto di recesso viene esteso anche alle aste online, come eBay, anche se in questo caso le merci possono essere restituite solo se acquistate da un venditore professionista. Inoltre, il periodo di recesso decorrerà dal momento della ricezione delle merci da parte del consumatore e non più dal momento della conclusione del contratto.

Come funziona il rimborso: i commercianti effettuano il rimborso entro 14 giorni dal recesso, coprendo anche le spese di consegna, salvo il caso in cui abbiamo informato preventivamente e chiaramente il consumatore del contrario.

Il modulo standard: se lo vorranno, i consumatori potranno disporre di un modulo di recesso standard per l’intera UE.

Niente più spese nascoste: gli acquirenti devono confermare esplicitamente di aver capito che il servizio è a pagamento.

Prezzi chiari: gli operatori devono indicare il prezzo complessivo, che tenga conto di qualsiasi addebito previsto nella compravendita.

Addio caselle preselezionate: con la nuova legge europea i siti web non possono più presentare servizi supplementari, legati all’acquisto che si sta effettuando, attraverso una casella già selezionata.

Basta sovrattasse: i venditori non possono applicare agli acquirenti costi aggiuntivi rispetto a quelli effettivamente dovuti per l’utilizzo della carta di pagamento o per la chiamata ai numeri di assistenza.

Chiarezza anche per i contenuti digitali: è necessario che siano ben esplicitate anche le informazioni che riguardano i contenuti digitali, ad esempio quelle relative alla compatibilità con hardware e software. Il diritto di recesso per il consumatore in questo caso è valido fino a quando ha inizio il download del contenuto.

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