Cultura finanziaria: dove ci si informa?

Pubblicato da il 29/08/2016 in news -

Le recenti vicende finanziarie, che hanno visto molti risparmiatori perdere gran parte di quanto faticosamente accantonato nel corso degli anni, dimostrano come la cultura finanziaria sia poco sviluppata in Italia, nonostante siamo un popolo di risparmiatori. Una ricerca dell’Istat ha evidenziato come sia in crescita la percentuale di cittadini che riesce ad assegnare un valore quantitativo ad alcuni indici economici, tuttavia le percentuali non possono ancora ritenersi soddisfacenti: il 72% degli intervistati riesce a definire concretamente il termine economia, ma solo il 35% esprime correttamente il concetto di inflazione e il 62% quello di disoccupazione, avendo se non altro un’idea dell’ammontare di questi fenomeni.

La percezione degli intervistati si discosta molto spesso dal valore reale degli indici esplicati poco sopra, in particolar modo per quanto riguarda l’inflazione: gli italiani hanno mediamente percepito una crescita del 3,8%, contro un calo effettivo pari allo 0,2%; migliori i dati rilevati rispetto alla percezione dell’andamento dell’occupazione e del PIL. Tale percezione è fortemente influenzata dalle notizie diffuse dai media: l’85,6% del campione preso in esame giudica importanti le informazioni diffuse dai media sull’economia. Pur reputandole spesso di scarsa qualità e affidabilità, nono sono pochi coloro i quali basano su di esse decisioni di risparmio, investimento, studio e lavoro. Ma dove si informano gli italiani?

Il 78% si informa attraverso la TV, il 46% attraverso Internet, il 44% attraverso i giornali e il 21% si affida alla radio. Amici e parenti, e il passaparola in generale, occupa una posizione di rincalzo nella classifica dei mezzi più utilizzati: solo il 10% si affida alle conoscenze per reperire informazioni economiche. Fa pensare il fatto che solo il 6% si informi attraverso pubblicazioni specializzate e il 5% attraverso il mondo politico e accademico, sintomo che purtroppo vengono preferite le informazioni meno specifiche e meno oggettive.

Sarebbe sbagliato escludere a priori un canale piuttosto che un altro, pertanto la cosa più opportuna è quella di trarre informazioni da quanti più mezzi possibili, cercando di utilizzare uno spirito critico che permetta di escludere le informazioni palesemente soggettive e infondate. Viste inoltre le innumerevoli proposte di soluzioni di risparmio (basti pensare al conto deposito o al conto corrente online), è sempre preferibile raccogliere quante più informazioni possibili da fonti autorevoli e specializzate e, in caso di dubbi, rivolgersi ad un esperto del settore.

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