Garanzia unica sui depositi bancari

Pubblicato da il 22/08/2016 in news -
garanzia unica

Al momento ogni Paese dell’Unione Europea offre tutele diverse sui depositi bancari, più o meno forti. Dopo l’istituzione della vigilanza unica sulle grandi anche europee, e la procedura di bail in, il prossimo passo annunciato da Mario Draghi (governatore della Banca Centrale Europea) sarà l’istituzione di una garanzia unica sui depositi bancari, affinchè avvenga il completamento dell’Unione bancaria. Tale garanzia, che dovrebbe prendere il nome di “European deposit insurance scheme”, dovrà assicurare la stessa tutela a tutti i correntisti dell’UE attraverso l’istituzione di un fondo sovranazionale che dovrà sostituire i vari attuali fondi nazionali.

Attualmente, i titolari di conti correnti e conto deposito in Italia sono tutelati dal FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) fino ad un massimo di 100.000 euro per depositante per Banca nel caso in cui venisse applicato il bail in e non fossero sufficienti gli apporti di azionisti e obbligazionisti. Tuttavia, le risorse a disposizione del Fondo, alimentato dagli stessi versamenti effettuati dalle banche sui depositi accesi presso le loro filiali, non appaiono sufficienti a garantire tutti i depositi fino a 100 mila euro attivati nel nostro Paese. L’istituzione di un fondo europeo eviterebbe che i risparmiatori, in caso di crisi locale (a livello statale) spostino i capitali presso un altro Paese, alimentando ulteriormente la crisi di quell’area.

L’ostacolo più grande a questo cambiamento è posto dalla Germania: i tedeschi sono infatti contrari all’adozione di un’assicurazione unica in quanto si troverebbero nella posizione di condividere i rischi con gli altri Paesi dell’Unione Europea, caratterizzati da un sistema bancario meno solido (in apparenza) a quello tedesco. Il veto è posto fintanto che le banche del resto d’Europa non vengano messe in sicurezza mediante una ricapitalizzazione e un allentamento del legame con i Titoli di Stato del Paese in cui hanno sede. La commissione europea e i governi dei vari Stati stanno lavorando in questa direzione, così come le banche, che sono alla ricerca di nuovi modelli di business più sostenibili e proficui.

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