Giochi Olimpici di Roma 2020: le ragioni del no

Pubblicato da il 15/02/2012 in news - 1 Commento

Oltre 4 miliardi di telespettatori, 7 milioni di biglietti venduti, 1,5 milioni di turisti, 15 mila atleti e 70 mila volontari: sono questi i numeri che i Giochi Olimpici garantiscono al Paese ospitante. Tali cifre però tengono conto solamente degli effetti positivi, la “parte buona” di un evento tanto emozionante quanto impegnativo dal punto di vista economico.

Ospitare un’Olimpiade impone al governo di firmare un documento che obbliga il Paese ad accollarsi eventuali debiti e soprattutto garantire la copertura finanziaria dell’evento. Sia Atene 2004 che i Mondiali di nuoto di Roma del 2009, hanno dimostrato come la differenza tra i costi previsti e quelli reali è molto alta e ciò presuppone che vi sia un’attenta analisi dei benefici che si ottengono in relazione alla spesa.

Partiamo dai benefici: secondo i dati pubblicati da La Repubblica, l’evento di Roma avrebbe portato un incremento del Prodotto Interno Lordo dell’1,4%, con un indotto di 1,7 miliardi di euro ed un aumento dei posti di lavoro di 29 mila unità.

Al tempo stesso però i costi previsti sono pari a 9,7 miliardi, suddivisi tra:

  • 1,6 miliardi per l’ampliamento aeroportuale di Fiumicino;
  • 2,8 miliardi per il miglioramento infrastrutturale;
  • 1,4 miliardi per l’adattamento degli impianti sportivi;
  • 1,4 miliardi per la realizzazione del villaggio olimpico e del centro media;
  • 2,5 miliardi destinati all’organizzazione.

Parte di questi investimenti sarebbero sostenuti dai privati che finanziano l’evento, ma il vero problema è che gli stessi sarebbero stati spesi tra il 2014 e il 2018, mentre i benefici si sarebbero ottenuti solo a partire dal 2020 (si pensi ad esempio ai diritti TV e alla vendita dei biglietti).

La distanza temporale tra spese e guadagni è stata il fattore primario che ha portato il Premier Monti a negare il consenso alla copertura economica. Accettare tale impegno avrebbe costretto i prossimi governi a reperire circa 800 milioni di euro l’anno che si sarebbero trasformati in tasse. Al netto dei finanziamenti privati infatti, la spesa complessiva necessaria sarebbe stata di  4,7 miliardi di euro, più eventuali aumenti di costi.

Cifre alla mano sembra che in un periodo di risparmio, orientato alla necessità di risistemare i conti dello Stato, ospitare un’Olimpiade non avrebbe garantito un rendimento adeguato allo sforzo da compiere.

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1 Commento a "Giochi Olimpici di Roma 2020: le ragioni del no"

  1. pinco pallino 15/02/2012 at 19:10 ·

    D’accordo con Monti, con le necessità che ci sono (attuali, reali), reputo una follia investire tanti soldi per i giochi olimpici. Che li faccia qualcun altro.
    Ed i nostri attleti che andassero a lavorare, a produrre concretamente, invece di perdere tempo con i loro stupi, inutili giochini ( lo sport è utile, si, utile a chi ha interesse a che la gente segua quelle idiozie, invece di pensare ai problemi veri).

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