Giornata Mondiale del Risparmio: torna l’ottimismo

Pubblicato da il 28/10/2015 in news, risparmio -

Oggi si celebra la 91esima Giornata Mondiale del Risparmio.

Quest’anno la ricerca comprende una parte dedicata al tema “Ripresa e risparmio in una nuova Europa” e, come da tradizione, un’ampia sezione dedicata all’atteggiamento e alla propensione verso il risparmio degli italiani.

Di seguito si riporta una sintesi degli aspetti più direttamente connessi al mondo del risparmio evidenziati dalla ricerca.

Risparmio. Gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, ma con meno apprensione per il futuro: passa dal 33% del 2014 al 37% di quest’anno il numero di italiani che negli ultimi 4 mesi ha risparmiato (dato che cresce per il terzo anno consecutivo, percentuale più elevata dal 2010) e il 48% risparmia solo se ciò non comporta troppe rinunce, dato che per la prima volta da 4 anni supera quello di coloro che vivono tranquilli solo se mettono da parte dei risparmi (42%). Inoltre, diminuisce l’ammontare di famiglie che hanno un saldo negativo in risparmio (22% contro il 25% del 2015), dato più basso dal 2015. Ciò non toglie, però, che permanga una percentuale di famiglie (1 su 4, il 23%, in diminuzione rispetto al 2014) che non riuscirebbe a gestire un’uscita imprevista di 1000 euro con risorse proprie.

Investimenti. 2 italiani su 3 preferiscono la liquidità e chi decide di investire lo fa con un fetta minoritaria dei propri risparmi; cresce però dal 30 al 34% il numero di potenziali investitori.
Quanto agli strumenti, non ci sono grandi differenze rispetto all’anno precedente e, secondo la ricerca, il risparmiatore italiano si concentra sempre di più sulla bassa rischiosità dell’investimento.

Fiducia nel futuro. Dopo quattro anni migliora il clima di fiducia degli italiani sulla situazione economica personale e sul futuro del Paese. La fine della crisi è vista ancora lontana, ma diminuisce il numero di famiglie vittime della crisi (32% rispetto al 40% del 2013) e il 55% della popolazione è soddisfatto della propria situazione economica, dato in crescita di 5 punti rispetto all’anno precedente. Inoltre, chi nutre fiducia sul miglioramento del proprio futuro prevale sugli sfiduciati: 26% contro 13% (nel 2014 erano rispettivamente il 24 e il 21%).

A questo proposito, anche l’Istat registra ad ottobre il livello di fiducia più alto dal 2002 e evidenzia come migliorino anche le attese dei consumatori sulla situazione economica familiare e del paese.

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