Il baratto dei regali di Natale: come sconfiggere la crisi grazie al risparmio solidale

Pubblicato da il 16/12/2011 in news -

La crisi economica sta mutando le abitudini di consumo di molte famiglie italiane. Per alcune infatti le ricorrenze natalizie stanno diventando fonte di disagio e stanno costringendo diverse persone a studiare metodi alternativi per reperire i regali o a crearli con le proprie mani (il cosiddetto fai da te). Ma è proprio in un momento di difficoltà che nascono le idee migliori come quelle di ricorrere ad una nuova moda social che si sta sviluppando in questo periodo: il Baratto 2.0.

Le previsioni di spesa natalizia

Il contesto nel quale si sta espandendo il fenomeno del Baratto 2.0 è quello di una forte diminuzione dei consumi per le festività e per i doni natalizi. Secondo quanto evidenziato dalle stime dell’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori (Adoc), il prossimo Natale sarà caratterizzato da una forte riduzione della spesa rispetto ai dati dell’anno precedente (-16%), prediligendo l’utilizzo del fai da te e il riciclo dei regali. Il dato che permette di mettere in risalto la riduzione dei consumi è quello fornito dalla previsione di spesa media per famiglia che passa dai 365 euro dello scorso anno ai 300 euro odierni. La spesa prevista per singolo regalo è compresa tra 20-40 euro per il 42% degli italiani, mentre solo il 7% acquisterà un regalo dal valore superiore a 60 euro.

Il riciclo dei regali: cresce l’idea del baratto

I dati forniti dall’Adoc evidenziano un ulteriore punto di discussione: la ricerca di massimizzare il rendimento dei regali e la contemporanea ricerca di soluzioni a basso costo. Ben il 33% dei doni che verranno scambiati sono da considerarsi di seconda mano, mentre il 15% realizzati tramite il fai da te.

L’elemento interessante è quello relativo ad una nuova forma di ricerca: l’utilizzo del baratto. Dai dati forniti dalla stessa associazione, un regalo su dieci verrà reperito attraverso uno scambio equo e non monetario. L’idea è molto interessante perché permette di risparmiare sull’acquisto di nuovi prodotti, favorendo l’utilizzo di beni che si addicono meno ai propri bisogni per consegnarli a qualcun altro che può trovarli utili.

Prima di discutere sulle possibilità che il baratto offre, è necessario considerare che è un’ottima soluzione di scambio, ma con almeno tre difetti:

  • presuppone la presenza di persone che intendano scambiarsi beni di valore simile;

  • è geograficamente limitato, in quanto i prodotti devono essere visionabili e valutabili da ambo le parti;

  • i beni da scambiare devono avere circa lo stesso valore.

Nell’antichità tali vincoli sono stati superati con l’introduzione della moneta, oggi invece ci si può avvalere di un mezzo tutto nuovo: internet. Attraverso il web è infatti possibile ridurre la distanza tra le persone che intendono effettuare uno scambio, individuando le offerte più prossime grazie alla geolocalizzazione, ma fino a questo momento non si è ancora riusciti a identificare un modo equo di valutazione delle merci se non attraverso la moneta (nello specifico attraverso l’uso di carta di credito o modelli online basati comunque su scambi monetari, quali ad esempio PayPal). Si pensi per esempio al servizio di aste online fruibile tramite eBay: il successo è stato garantito dalla possibilità di sfruttare l’effetto di socializzazione e geolocalizzazione degli utenti, ma non è previsto uno scambio di pari valore tra gli utenti (in sintesi, la buona riuscita dello scambio avviene in seguito al pagamento da parte dell’acquirente).

Un caso di successo del baratto: Reoose

Il vincolo della valutazione dei beni secondo una logica non monetaria, quindi senza lo scambio di denaro come presuppone il baratto, è stato proposto in internet lo scorso settembre dal sito Reoose (www.reoose.com). L’idea alla base di questo nuovo business è stata quella di creare il baratto 2.0 asincrono, cioè totalmente basato sul web e senza la necessità di uno scambio nello stesso momento e con le stesse persone. Questo significa che ogni utente può rendere disponibili in rete i prodotti che intende barattare e allo stesso tempo (o in maniera posticipata) può ricercare altri beni che sarebbe intenzionato ad acquistare. Ma come viene superato il problema della mancanza della moneta? Grazie a dei crediti virtuali che – oltre a consentire gli scambi tra diverse persone (e non unicamente con gli utenti con i quali avvengono le transazioni) – permettono anche gli acquisti differiti, poiché mantengono il loro valore nel tempo.

Oltre alla risoluzione del problema del vincolo del pagamento, l’azienda si è spinta molto oltre, garantendo la giusta attenzione ai temi etici e sociali. Reoose infatti si ispira alla filosofia delle 3R che predica la necessità di prestare attenzione alla riduzione dei rifiuti, al risparmio e al riciclo. Inoltre, mantenendo un approccio etico, permette a coloro che compiono scambi di non utilizzare i crediti maturati esclusivamente per scopi personali, ma propone di destinare gli stessi (o parte di essi) ad opere di solidarietà a favore di associazioni che lottano da anni contro la povertà, lo sfruttamento e le ingiustizie sociali.

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