Il Consiglio europeo affronta il tema dell’unità bancaria

Pubblicato da il 04/06/2012 in news - 1 Commento

Il prossimo 28 giugno, a Bruxelles, il Consiglio Europeo valuterà alcune proposte per raggiungere la massima integrazione politica istituzionale possibile a livello europeo e risollevare, così, le sorti dell’Eurozona.

Le principali questioni esaminate riguarderanno:

  • un maggiore controllo sui bilanci nazionali;
  • la vigilanza sulle banche a livello europeo;
  • una politica finanziaria, fiscale, estera e di difesa comune;
  • la riforma dei sistemi sociali per un welfare uniforme (attraverso l’integrazione del mercato unico e misure orientate ad aumentare la competitività delle singole economie).

In prima battuta, si cercherà di evitare il fallimento delle banche spagnole sostenendo il versamento, da parte della BCE, di una cifra compresa  tra i 50 e i 90 miliardi di euro al fondo Salva-Stati UE. Il governo Rajoy teme che la richiesta di soccorso possa ripercuotersi negativamente sull’economia spagnola (rappresentando, per i mercati, un segno di debolezza), ma i Paesi membri fanno pressioni perché Madrid chieda aiuto all’UE.

Gli Stati più virtuosi dell’Eurozona, Germania in testa, continuano ad opporsi al fatto che la Bce intervenga per sostenere i bilanci di alcuni Paesi membri, ma non va dimenticato che la stabilità economica dell’UE dipende direttamente da quella dei singoli Stati che ne fanno parte.

Tuttavia, per evitare che eventuali futuri default bancari continuino a pesare sui bilanci dei governi, verrà affrontata anche la questione dell’unione bancaria (che non entrerà comunque in vigore prima del 2014). Presupposto del fondo salva-banche dovrebbe essere la messa a punto, da parte di ogni istituto di credito, di un “piano di salvataggio”, nonché la creazione di Autorità di Risoluzione nazionali (dotate di una propria liquidità, reperita tramite un prelievo dell’1% annuo dei depositi delle banche nazionali) con ruolo di vigilanza preventiva e di intervento in caso di crisi.

Riguardo il tema della crescita, infine, l’attenzione sarà puntata principalmente su:

  • completamento del mercato interno;
  • liberalizzazioni;
  • agenda digitale;
  • energia.

L’Italia dovrebbe ottenere buoni margini di manovra sulla “golden rule” (possibilità di investire soldi pubblici per la crescita) e sull’opportunità di pagare i debiti della Pubblica Amministrazione verso la Piccola e Media Impresa.

 

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