Il conto corrente costa meno

Pubblicato da il 05/12/2014 in conto corrente, news -

C’è una voce di spesa che può far tirare un sospiro di sollievo alle famiglie italiane: si tratta del conto corrente, il cui costo medio, secondo Banca d’Italia, nel 2013 è stato di 81,9 €, 7 € in meno rispetto al 2012 e 8,4 in meno rispetto al 2011. La contrazione è tale anche se si valutano le commissioni sullo scoperto, che passano da 103,8 a 97,1 €.

Perché questo calo? Per la riduzione congiunta delle spese fisse, come i canoni, e delle variabili, come quelle relative alle operazioni effettuate.

L’importante è aver scelto un conto corrente in linea con la propria operatività.

L’indagine della Banca d’Italia non confronta quanto indicato nei fogli informativi o nei contratti, ma esamina ciò che viene effettivamente ascritto a debito sugli estratti conto dei correntisti. Inoltre, l’Istituto segnala che la spesa media è raffrontabile con l’Indicatore Sintetico di Costo (Isc), perché comprende tutte le spese e le commissioni effettivamente addebitate al cliente nel corso dell’anno e non considera l’interesse e le commissioni sugli scoperti o gli oneri fiscali.

Nel 2013 sono poco meno di un quarto i conti che hanno con un costo effettivo superiore all’Isc, per un ammontare di circa 52 euro: secondo Banca d’Italia, ciò significa che in questi casi non c’è una totale rispondenza tra quello che il conto offre e l’operatività di chi l’ha aperto. È bene valutare i costi del conto corrente alla luce delle operazioni di cui normalmente si necessita: se si rilevano dei disallineamenti, per risparmiare sulle spese il cliente farebbe bene a chiedere alla propria banca o a altri istituti una soluzione più coerenti con le sue reali esigenze.

Pertanto, Banca d’Italia suggerisce che il confronto tra costi realmente sostenuti e Isc, riportato nei documenti di sintesi periodici, rappresenta un metodo valido per valutare i contratti.

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