Il gettito fiscale aumenta, ma meno del previsto

Pubblicato da il 06/06/2012 in news -

Cortile del Ministero dell'Economia e delle Finanze

Il Dipartimento delle Finanze ha registrato un aumento del gettito fiscale dell’1,4% rispetto allo scorso anno, ma le entrate tributarie dei primi 4 mesi del 2012 risultano comunque inferiori del 2,9% (-3,477 miliardi) rispetto alle previsioni contenute nel Def, il Documento di Economia e Finanza presentato dal Governo il 18 aprile.

Anche la raccolta derivante dalla tassazione ha dunque risentito della crisi; su tale risultato hanno inciso soprattutto i minori incassi derivanti dall’Iva (-9,6%) a causa della recessione.

Considerando le prospettive (anche per effetto delle spese a sostegno dei terremotati in Emilia), diventa sempre più improbabile la riduzione del prelievo tributario nel breve-medio termine e sarà difficile anche evitare l’aumento dell’Iva in programma ad ottobre.

A meno che non si verifichi una ripresa del gettito nella restante parte dell’anno, dunque, il rischio di un “effetto avvitamento”, prospettato dalla Banca d’Italia e ribadito ieri dalla Corte dei Conti, potrebbe essere reale. Tuttavia, secondo la responsabile del Debito pubblico del ministero del Tesoro, Maria Cannata, «i tassi attuali sono molto più bassi di quelli di dell’inverno scorso e la curva del rendimento ha un’inclinazione sana». La situazione del debito italiano sarebbe, pertanto, «ancora delicata, ma assai migliore rispetto a novembre».

L’attuale pressione fiscale (aumentata nell’ultimo decennio dal 40,5% del 2002 al 45,1% del 2012) non sarà comunque sopportabile a lungo da chi la sostiene (soggetti con prelievo alla fonte e imprese legali e virtuose).

Per rilanciare l’economia italiana occorre, pertanto, rivedere la tassazione su lavoro e Piccola e Media Impresa  e ridurre il peso fiscale complessivo e l’evasione (sulla quale Monti promette interventi ancora più incisivi). Tali considerazioni sono riprese anche in un recente Rapporto sull’economia italiana del FMI.

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