Il Quantitative Easing e il ritorno dell’inflazione

Pubblicato da il 04/06/2015 in news -

La deflazione è stato il tormentone di buona parte del 2014 e di questi primi mesi del 2015: ma a fine maggio l’Istat ha annunciato che l’indice annuo dei prezzi è risalito al +0,2%, primo segno positivo del 2015.

Stime positive sull’inflazione sono arrivate anche dalla BCE, che con il Quantitative Easing iniziato a marzo si è posta l’obiettivo di far ripartire l’inflazione e dare nuovo impulso alla crescita economica: ieri la Banca Centrale Europea ha rivisto al rialzo la stima dell’incremento dei prezzi per il 2015, + 0,3%. Si ritiene che l’inflazione risalirà verso la fine del 2015 e in particolare nei due anni successivi, 2016 e 2017, per i quali è confermata un’inflazione media attesa rispettivamente all’1,5% e all’1,8%; l’aumento sarà legato all’incremento dei prezzi del petrolio e della domanda interna. Anche se ultimamente si è verificato un rallentamento, è prevista anche una crescita del Pil nell’area euro dell’1,5% nel 2015, dell’1,9% nel 2016 e del 2% nel 2017.

Il governatore Mario Draghi ha affermato che la manovra espansiva sta realizzando i suoi effetti e quindi continuerà come previsto, quindi con l’acquisto di 60 miliardi al mese di titoli di Stato fino a settembre 2016.

Dal costo dei mutui al rendimento reale degli strumenti di risparmio, Quantitative Easing e inflazione hanno conseguenze anche per i risparmiatori, come era stato illustrato in questo articolo del blog.

Ieri la Bce ha dato anche un’altra notizia che interessa da vicino la gestione del risparmio: i tassi di interesse rimangono al minimo storico dello 0,05%, valore che non subisce variazioni da settembre 2014.

Rendimax banner

SCRIVI UN COMMENTO

Feed RSS