La liberalizzazione del settore ferroviario: si potrà risparmiare?

Pubblicato da il 09/01/2012 in news - 1 Commento

Pochi giorni fa è stato inaugurato il primo treno ad Alta Velocità della compagnia ferroviaria di Montezemolo e Della Valle, la NTV. Il nuovo convoglio, chiamato Italo e volontariamente di colore rosso per ricordare la Ferrari in quanto eccellenza del nostro Paese, ha finalmente posto le basi per una liberalizzazione del trasporto ferroviario.

In realtà, il mercato ferroviario italiano è liberalizzato da diverso tempo, ma l’entrata nel business della nuova compagnia può rigenerare un settore da tanti anni dominato da un unico soggetto (Trenitalia). Il problema alla base di ogni monopolio o oligopolio (ossia dove sono presenti pochi operatori in un ampio bacino d’utenza) è il fatto che la mancanza di concorrenza comporta due evidenti difficoltà per il consumatore:

  • da una parte c’è un elevato potere dell’impresa operante nel mercato, che (se non controllata da un istituzione quale lo Stato o altri organismi) può operare con un prezzo che di norma è superiore a quello che verrebbe stabilito in un contesto di concorrenza;
  • dall’altra, la necessità di competere con più aziende porta un vantaggio in termini di innovazione ed efficienza; nel caso contrario, cioè in assenza di altre aziende, questa spinta al cambiamento si affievolisce, ponendo il monopolista in una situazione statica che non migliora le condizioni dei clienti.

Il venir meno di questo “monopolio” (o meglio, della situazione in cui le imprese non sono grandi a sufficienza per sfidare il leader) impone alle aziende che intendono entrare nell’arena competitiva la valutazione di due tematiche: l’innovazione rispetto ai prodotti e servizi attualmente presenti e lo studio di un’efficiente strategia di pricing (prezzo), capace di selezionare la tipologia di cliente che si intende servire.

Nuovo concept di treno

Sotto il profilo dell’innovazione, da molto tempo Trenitalia ha deciso di eliminare la prima e seconda classe a favore di quattro categorie distinte in base alla possibilità di spesa e alla tipologia di servizio che si vuole ottenere durante il viaggio.

Anche NTV ha optato per una diversificazione simile, creando tre classi che vanno dall’extralusso alla smart (perché come ci insegnano gli esperti di marketing, pur offrendo la stessa qualità di servizio, è preferibile chiamarla smart piuttosto che seconda classe).

Senza soffermarci sui servizi dedicati per ogni categoria, i treni NTV offrono a tutti i passeggeri una connessione WI-FI, ma questo è solo una parte delle novità tecnologiche introdotte. Essi infatti sono studiati per garantire un basso livello di emissioni di gas, il risparmio nei consumi elettrici e la riduzione dell’inquinamento acustico. Il tutto non a discapito del rendimento ingegneristico del mezzo di locomozione: la velocità di punta raggiungibile dal treno è infatti pari a 360 km/h, il massimo tra quelli attualmente in circolazione.

Il prezzo dei biglietti

È evidente che i treni NTV si presentano come un concentrato di sicurezza e tecnologia di alta fascia che a primo impatto sembrano di categoria superiore rispetto a quelli offerti da Trenitalia. Nonostante ciò, pare che i vertici dell’azienda siano orientati verso una forte diversificazione di prezzo, offrendo il giusto servizio in base alla tipologia di passeggero che vogliono soddisfare. È chiaro infatti che – raggiungendo le principali stazioni ad una velocità molto elevata – il bacino di utenza è composto non solo da coloro che utilizzano il treno, ma anche da quelli che lo considerano un sostituto dell’aereo. Si pensi ad un volo Milano-Roma: data la distanza dalla città dei due aeroporti e il tempo necessario per le pratiche d’imbarco, molte persone (specialmente i manager aziendali), preferiscono utilizzare il treno per raggiungere le riunioni o appuntamenti di lavoro, risparmiando molto tempo.

Ma non tutti i viaggiatori sono dei top manager: molti sono giovani, studenti o comunque lavoratori che necessitano di un servizio meno accurato per molte ragioni: per esempio perché non interessati o perché per scelta prediligono spendere meno e risparmiare. In questo caso la domanda focale è capire come si collocherà il nuovo operatore rispetto ai prezzi minimi offerti da Trenitalia.

Attualmente non è ancora dato saperlo, anche se in base alla strategia dominante che verrà scelta –  puntare sul prezzo (pochi viaggiatori ma tutti di classe superiore) o sui volumi (riempiendo il treno senza distinzione di classe, cercando di incrementare le offerte negli ultimi giorni per occupare completamente i treni) – si potrà capire se l’idea del duo Montezemolo-Della Valle è quella di sostituirsi a Trenitalia o porsi come alternativa migliore e di classe.

Dalle prime interviste rilasciate da Montezemolo sembra che l’orientamento sia quello di perseguire una strategia a volumi, differenziando il costo del biglietto a seconda della fascia oraria e del giorno di partenza, come già accade nelle compagnie aeree. Anche la volontà di fare concorrenza nei treni dei pendolari sembra un ulteriore punto a favore verso una strategia di riduzione dei prezzi rispetto al competitor, però attenzione a non illudersi troppo: a partire da marzo la concorrenza sarà limitata ai treni ad Alta Velocità dove i costi di viaggio sono già piuttosto elevati.

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