Pensioni: addio ai contanti oltre i 1.000 euro

Pubblicato da il 05/01/2012 in news - 6 Commenti
È di pochi giorni fa la notizia che grazie ad una modifica della legge sulla tracciabilità del contante, dai prossimi mesi i pagamenti potranno avvenire usando denaro esclusivamente entro la soglia dei mille euro. Tale variazione legislativa è stata adottata come uno dei rimedi all’evasione fiscale, poichè diminuendo il valore massimo spendibile in contanti per gli acquisti, si potrà ricorrere ad un controllo maggiore da parte degli organi preposti.

Pur considerando che l’attenzione dimostrata dal governo verso la riduzione dell’evasione è un obbligo etico, ancor prima che politico, tale decisione ha scatenato molte proteste per il fatto che colpisce una delle categorie deboli della nostra società, ossia i pensionati.

Il prelievo della pensione

Definire i pensionati una categoria debole non è certo una mancanza di rispetto: ultimamente lo Stato italiano si è dimostrato poco preciso sulla questione. Gli anziani sono costretti ad avere dei compensi che perdono costantemente potere d’acquisto e che non vengono adeguati all’inflazione (per determinate categorie). Ciò significa che per molte persone anziane i prezzi al consumo (anche quelli dei beni di prima necessità) stanno aumentando, l’IVA cresce di un punto percentuale e le pensioni non vengono incrementate nell’ugual misura. Certo, anche per i lavoratori dipendenti vale lo stesso principio ma è palese che se un lavoratore può, nel migliore dei casi (e crisi permettendo) valutare delle occupazioni alternative, i pensionati non hanno la possibilità di muoversi, mantenendo una cifra non allineata con le necessità quotidiane.

Nonostante questi problemi, a partire dal prossimo 7 marzo le pensioni che superano i mille euro non potranno essere pagate in contanti, ma sarà necessario comunicare all’INPS come e dove dovranno essere accreditate, scegliendo tra: conti bancari, libretti postali e carte ricaricabili.

Le polemiche sul ruolo attivo delle banche

Dalla decisione del governo di non concedere deroghe ai pensionati sono nate numerosissime polemiche, alcune probabilmente fuori luogo. Oltre alle ovvie manifestazioni di dissenso sulla possibilità di gestire i propri soldi come meglio si crede, una diatriba feroce è nata relativamente al ruolo delle banche.

Il culmine della controversia è incentrato sulla presunta volontà del governo di incrementare i benefici per le banche, veicolando a loro dei nuovi clienti (ossia i pensionati che non possiedono un conto corrente), dimenticando un’osservazione basilare sul fatto che una persona con un’entrata superiore ai mille euro difficilmente non è titolare di un conto corrente di appoggio.

Alcuni opinionisti hanno affermato che le banche sono il male della società, tifando verso un mondo senza il loro apporto finanziario. È però palese (e dimostrabile) che nel nostro Paese è proprio grazie agli Istituti di credito che stiamo evitando il default: l’Italia infatti e’ sempre stata sostenuta dal mercato finanziario e in questo le banche sono le imprese forti che mantengono in piedi l’economia. I fattori scatenanti della crisi in prima analisi risultano essere altri, uno fra tutti la speculazione, che per permettere a pochi di arricchirsi determina una distorsione del mercato distruttiva per i piccoli risparmiatori.

Non è una difesa a spada tratta dell’intero sistema bancario italiano (che ad onor del vero su alcune questioni dovrebbe migliorare), quanto una volontà di non generalizzare una situazione legislativa di lotta all’evasione come un aiuto agli istituti di credito.

Dato il contesto normativo sarà importante che i pensionati si facciano consigliare sullo strumento di deposito migliore da attivare in base alle esigenze: si dovrà dunque valutare se preferire un rendimento elevato oppure un basso livello di interessi a favore di una riduzione della spesa di gestione del conto (spesso gratis, ad eccezione del bollo governativo). Ricorrere ad una banca non significa dunque perdere la libertà di scelta su come spendere o come conservare i propri risparmi, quanto attuare una valutazione consapevole e ponderata delle opportunità che si possono creare e dei vantaggi ottenibili dalla gestione del patrimonio da parte di professionisti.

Una piccola provocazione la lanciamo anche noi: non credete che la consegna di pensioni lo stesso giorno del mese e negli stessi orari possa determinare una minor sicurezza per i pensionati? Forse la possibilità di accreditarli in un conto e ritirarli in momenti successivi e non programmati non è un comportamento tanto sbagliato, viste le statistiche sulle rapine all’esterno degli istituti postali…

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6 Commenti a "Pensioni: addio ai contanti oltre i 1.000 euro"

  1. aldo tavano (@alll68) 05/01/2012 at 09:36 ·

    io vieterei per un anno i contanti sopra i 50,00 euro ,con pagamenti tramite carte,poi vedremmo incassi tipo “cortina”per tutti i liberi professionisti e attività commerciali.

  2. firebird3 05/01/2012 at 11:43 ·

    Tante buone intenzioni… ma intanto la banca mi ha gia addebitato 8,55 euro per il bollo degli ultimi 3 mesi, mentre l’altro giorno allo sportello cambio un assegno di 32 euro e mi addebitano altri 2,5 euro per il servizio (poteva almeno dirmi di recarmi alla banca che lo ha emesso per non pagare il servizio)…. quasi un 10% del valore cambiato….. Anche le nostre banche sono dei ladri legalizzati…. E pensare che altre banche del nord europa fanno tutto gratis…..

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