Redditometro: ultime novità

Pubblicato da il 10/06/2013 in news - 1 Commento
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L’Agenzia delle Entrate, con la direttiva 15/13, ha stabilito che non sarà possibile applicare il nuovo redditometro ad accertamenti fiscali anteriori al 2009. La cosiddetta “linea dura” è stata giustificata sottolineando la profonda differenza dei criteri di valutazione utilizzati dai DM del 1992 che prendevano in considerazione la disponibilità di un bene, mentre il nuovo redditometro si fonda sull’ammontare di ciascuna tipologia di spesa.

Per fare un esempio concreto: il proprietario di un auto con una potenza di 24 cavalli fiscali, 150 kw, con il vecchio strumento di valutazione doveva essere titolare di un reddito annuo di 41.284 euro, con il nuovo sistema di controllo, invece, si valuta la spesa annua che quel bene comporta per la manutenzione e che è pari a circa 6.500 euro. E così per le altre cento voci di spesa negli ambiti immobiliare, sanitario, scolastico, previdenziale, assicurativo, fino a determinare il reddito presunto.

Lo scostamento tollerato tra reddito presunto e dichiarato è del 20%, e chi non riuscirà a giustificare  lo scarto dovrà pagare il 30% della maggior somma  spettante al Fisco.

Che possibilità ha il contribuente di difendersi? Può dimostrare che c’è stato un errore materiale del Fisco, che la spesa è stata sostenuta da terzi producendo un assegno, un bonifico, una donazione o che è frutto di anni di risparmio.

Sono previsti 40.000 controlli all’anno che dovrebbero portare al recupero di 100 milioni derivanti dall’attività accertativa del Fisco e a 715 milioni di nuove entrate provenienti dall’effetto dissuasivo sugli evasori (fonte Cgia-Mestre).

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