Rendimento e investimenti dopo il QE

Pubblicato da il 26/01/2015 in news -

Il Quantitative Easing non avrà un effetto positivo in termini di possibili incrementi del tasso di interesse applicato ai Titoli di Stato, specialmente a breve scadenza.

La manovra BCE pone quindi il risparmiatore, interessato ad un discreto o buon rendimento, nella posizione di considerare strade diverse.

Elenchiamo a seguire alcune possibili alternative per investire il risparmio, tenendo presente che affidarsi a strumenti che offrono rendimenti più elevati significa anche accettare livelli di rischio maggiori, per cui la valutazione dev’essere accorta e magari supportata da un consulente di fiducia.

  1. Fondi: hanno riscosso il favore di molti risparmiatori già nel 2014, visti i numeri positivi raggiunti dalla raccolta del risparmio gestito (128,7 miliardi nel 2014 secondo Assogestioni).
  2. Azioni: in Borsa i rendimenti sono possibili, ma anche più rischiosi; è bene non dimenticare che un’azione è capitale di rischio e tenere presenti alcuni accorgimenti.
  3. Emissioni in dollari americani: la scelta è ampia, ma i tassi statunitensi nei mesi a seguire potrebbero essere soggetti ad aumenti, con conseguenza negative sulle quotazioni dei titoli a durata media e lunga;
  4. Titoli di Stato a lunga scadenza di paesi della parte meridionale dell’Eurozona (come l’Italia o la Spagna): meno sicuri rispetto a quelli di altri paesi europei più virtuosi, ma offrono ancora una remunerazione.
  5. Minibond: sono i titoli di credito che un’azienda non quotata in Borsa emette per ottenere finanziamento. Lo scorso anno queste emissioni sono aumentate fino a toccare i 4,5 miliardi di euro; il prestito dura in media 5 anni e può offrire un rendimento che si attesta tra il 5% e il 6,5%. Questi strumenti possono però essere sottoscritti solo da operatori qualificati e istituzionali, come i fondi specializzati.

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