Risparmi famiglie italiane ai massimi dal 2010

Pubblicato da il 07/10/2016 in news -

Sebbene i consumi delle famiglie italiane abbiano smesso apparentemente di arretrare dopo anni di cali consecutivi, siamo ancora lontani dal poter dire che essi stiano decollando, come solitamente avviene in seguito ai momenti di crisi. In controtendenza con i consumi, sta crescendo l’ammontare di denaro risparmiato. Secondo quanto rilevato dall’Istat, nel secondo trimestre 2016 il tasso di propensione al risparmio dei cittadini italiani è pari al 9,6%, in aumento dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% su base annua. Era dal primo trimestre 2010 che non si rilevava un dato così alto: esso dimostra che gli italiani spendono meno ma risparmiano di più.

E’ stato rilevato inoltre che nel secondo trimestre 2016 è aumentato del 2,9% il potere di acquisto delle famiglie italiane: il tasso di inflazione è prossimo allo zero, pertanto i prezzi dei beni non stanno crescendo. Contrariamente sono in lieve aumento gli stipendi, pertanto è possibile acquistare una quantità superiore di beni. Le maggiori risorse a nostra disposizione non sta tuttavia facendo ripartire i consumi: gli italiani, titubanti sul futuro, investono le maggiori risorse nei prodotti di risparmio. Tale aumento può considerarsi un fatto positivo, perché accresce la capacità di fronteggiare investimenti futuri o spese dovute a difficoltà impreviste. D’altro canto è sintomo di un’economia stagnante, in cui aleggia il timore per il futuro (in particolar modo per quanto riguarda il mondo del lavoro), per cui i consumi vengono rimandati continuamente al domani, nella speranza che vi siano più certezze.

Di norma, anche il risparmio produce ricchezza: i risparmiatori possono beneficiare di tassi di interesse tali da accrescere il loro capitale, e gli intermediari possono sfruttare il differenziale tra tasso debitore e tasso creditore. Il problema è dato dal fatto che attualmente i tassi sono prossimi allo zero, anzi, tenendo conto anche dei costi per la gestione dei prodotti di risparmio, si corre quasi il rischio di rimetterci. Parlando di prodotti sicuri, le alternative ad oggi considerabili sono i bond a lunga scadenza (10-30 anni) o il conto deposito, soprattutto nella sua tipologia vincolato. I tassi bassi dipendono dalla politica monetaria della BCE che, immettendo liquidità sul mercato, sperava di far ripartire i consumi. Ad oggi la manovra non sembra essere riuscita completamente, staremo a vedere se nei prossimi mesi le cose cambieranno.

Rendimax banner

SCRIVI UN COMMENTO

Feed RSS