Risparmio energetico: il libretto d’impianto

Pubblicato da il 07/11/2014 in news, risparmio -

Come risparmiare energia a livello di abitazioni private? Per rispettare il traguardo del 20% in meno di emissioni di Co2 entro il 2020, il governo italiano ha elaborato alcuni provvedimenti: è stato confermato l’Ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici e il 15 ottobre è entrato in vigore il nuovo libretto d’impianto, per rendere più frequenti i controlli sulla sicurezza, la salubrità e l’igiene delle caldaie, ma non solo.

Le caratteristiche del libretto sono sintetizzabili in 5 punti.

  1. Nel libretto bisogna registrare tutti gli impianti presenti in casa:caldaie, sistemi di riscaldamento, climatizzatori, impianti solari;
  2. Attualmente sono le singole regioni a stabilire la periodicità di manutenzione degli impianti; dal 15 ottobre 2014, in occasione di tali manutenzioni si dovrà compilare il “Rapporto di Efficienza Energetica” per gli apparecchi di riscaldamento con potenza maggiore di 10 kw e di condizionamento di potenza maggiore di 12 kw.
  3. Il libretto di impianto è scaricabile dal Sito del Ministero dello Sviluppo Economico.
  4. La compilazione del libretto con i dati identificativi dell’impianto è compito del proprietario, in caso di abitazione privata, o dell’inquilino, in caso di affitto; lo stesso è tenuto a consegnarlo al manutentore, che deve compilare il rapporto di efficienza, trasmettendolo poi all’ente locale preposto.
  5. A volte, risparmiare nel lungo periodo implica un aumento dei costi di manutenzione: i normali controlli implicavano una spesa media compresa tra i 100 e i 120 euro; secondo Domotecnica con l’aggiunta dei controlli legati al libretto, per una caldaia collegata a 4 o 5 caloriferi e un impianto di climatizzazione con 2 o 3 split, si potrebbero spendere anche 200 euro in media.
  6. Chi non rispetta le nuove norme può incorrere in una multa che va dai 500 ai 3000 euro.  Anche l’installatore rischia una sanzione che può andare dai mille ai seimila euro.

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