Se il commercialista sbaglia la dichiarazione redditi chi paga?

Pubblicato da il 18/07/2012 in news -
al lavoro

Data l’attuale congiuntura socio economica attraversata da molti Paesi, tra cui l’Italia, il Fisco rappresenta, oggi più che mai, una nota dolente per molti risparmiatori.

Per questo, in un articolo di qualche tempo fa avevamo dato alcuni spunti su come risparmiare sulle tasse grazie alle detrazioni fiscali.

Le indicazioni fornite nell’articolo saranno state già note a consulenti e commercialisti abituati a tenere quotidianamente la contabilità di molte famiglie, il più delle volte in maniera ineccepibile altre (per fortuna meno frequenti) in modo non corretto o, addirittura, fraudolento.

I vari casi di comportamenti scorretti da parte di professionisti che, anziché assistere i propri clienti nelle transazioni fiscali incassano parte dei soldi destinati all’Erario per usi propri, hanno spesso portato i contribuenti in buona fede a subire contenziosi con l’Amministrazione Finanziaria determinata a riscuotere le imposte.

La buona notizia per i cittadini onesti, però, arriva dalla commissione tributaria provinciale di Brescia che, con una sentenza del 25 febbraio scorso, ha escluso che possa essere sanzionato chi non ha presentato correttamente la dichiarazione dei redditi a seguito di un comportamento disonesto o erroneo del consulente incaricato di provvedere allo stesso.

La non sanzionabilità del contribuente che non ha presentato la dichiarazione né, in sede di accertamento, la regolare contabilità, rappresenta un punto focale nel nostro ordinamento (come già confermato dal decreto legislativo 472/1997) e tutela il cittadino leso dal proprio professionista.

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