Tassi bassi, mutui in crescita

Pubblicato da il 04/11/2015 in news, risparmio -

Tempi rosei per i mutui: secondo il sito MutuiOnline le erogazioni di finanziamenti per comprare casa sono aumentate dell’86,1% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Quali sono i motivi di un tale incremento?

  1. Quantitative Easing: la politica monetaria espansiva della BCE ha fatto si che l’Euribor a 1 e 3 mesi sia sotto zero da mesi; anche l’Eurirs è calato (Euribor e Eurirs sono i parametri di riferimento, rispettivamente, per i mutui a tasso variabile e a tasso fisso).
  2. Spread: è il ricarico che la Banca applica a Euribor e Eurirs ed è diminuito negli ultimi mesi; un’indagine Crif – MutuiSupermarket evidenzia che nel terzo trimestre 2015 la media degli spread più convenienti oscillano tra l’1,5% e l’1,1%. Una diversa politica creditizia legata al fatto che le banche hanno adottato dei criteri più selettivi (pricing differenziato), per cui si calcolano spread diversi collegati all’indice di rischio del prestito: gli interessi dei mutui non superiori al 50% del valore dell’immobile sono più bassi rispetto a quelli che coprono valori del 70, 80, 90%.

La possibilità di risparmiare fa quindi da volano per la ripartenza dei finanziamenti destinati all’acquisto di un’abitazione.

Ma è meglio il mutuo a tasso d’interesse fisso o variabile?

Non esiste una risposta assoluta, dipende dalle condizioni economiche ed esigenze di ciascuno. Ad esempio, attualmente il basso valore dell’Euribor influisce sulla convenienza dei mutui variabili; inoltre, questi sono generalmente più attraenti rispetto al fisso specialmente nel caso di finanziamenti di lunga durata. Ma non è detto che i tassi restino sotto zero per sempre, per cui è bene valutare se il proprio conto corrente potrebbe sopportare un’oscillazione della rata.

Inoltre, è bene non soffermarsi solo sul tasso nominale, ma considerare anche quello reale: il tasso reale si ottiene togliendo al tasso nominale il valore dell’inflazione del periodo. Per cui il costo reale è tanto minore quanto più è elevato il livello di inflazione; di conseguenza, considerano la bassa inflazione attuale, il costo reale di un mutuo era inferiore nei periodi di crisi 2011 – 2012.

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