Tassi e mutui: è scoccata l’ora del risparmio?

Pubblicato da il 02/02/2015 in news, risparmio -

Se l’ondata di tassi bassi penalizza il rendimento del risparmio, può rivitalizzare il mercato dell’immobile, che negli ultimi anni non ha certo vissuto la sua età dell’oro.

Ci sono tre motivi che attualmente rendono appetibile acquistare casa:

  1. i prezzi degli immobili stabili e per il momento non in crescita;
  2. il costo molto basso dei mutui variabili, con interessi vicini anche al 2% secondo il sito mutuionoline.it;
  3. il calo dei costi dei mutui a tasso di interesse fisso, che hanno visto ridursi di molto la differenza con i variabili.

Secondo l’Istat nel terzo trimestre del 2014 le compravendite immobiliari in Italia sono salite del 3,7% su base annua e è stato registrato un + 13,9% per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con ipoteca. Il segno positivo riguarda anche surroghe e sostituzioni: Mutui Online evidenzia che se nel 2013  questo tipo di richieste avevan raggiunto la percentuale del 13,4 sul totale delle richieste di mutui, nel secondo semestre dell’anno successivo si è arrivati al 49%.

Anche il Quantitative Easing varato dalla BCE sembra giocare a favore di una ripresa dell’interesse per l’immobile, dato che promette di non far prendere ai tassi un andamento ascendente e quindi di poter continuare a risparmiare sul mutuo. Questo non significa, però, che l’acquisto di casa sia ora una decisione da prendere alla leggera; tra i vari elementi da considerare, è bene ricordare che:

  1. il costo del mutui dipende anche dallo spread, cioè dal ricarico che la banca applica a Euribor e Eurirs, ovvero i parametri di riferimento, rispettivamente, per i mutui a tasso variabile e a tasso fisso;
  2. l’obiettivo finale del QE è far ripartire l’inflazione nell’Eurozona, quindi aumentare il costo del denaro; questo implicherebbe anche un incremento dell’Euribor e dei costi dei mutui variabili.

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