Bail-in: cosa comporta per i risparmiatori

Pubblicato da il 22/02/2016 in risparmio -

I fondi possono subire prelievi nel caso in cui la banca presso la quale sono stati sottoscritti venga sottoposta a una procedura di bail-in? Questa domanda, che per gli operatori del settore ha una risposta ovvia, agita i pensieri di molti risparmiatori. Numerosi clienti non hanno ancora approfondito attentamente quali conseguenze comporti l’applicazione di una procedura di bail-in decisa dalla Banca d’Italia per salvare una banca in crisi.

La prima premessa da fare, quindi, è che se la vostra banca non è in crisi non avete nulla da temere, nessuna procedura di bail-in può intaccare i vostri risparmi.
Nel caso in cui, invece, la vostra banca abbia iniziato un percorso di bail-in, le vostre quote investite in fondi comuni non subiranno alcun danno patrimoniale, in quanto il patrimonio del fondo è separato da quello del soggetto collocatore, cioè la banca. L’unica ipotesi in cui i vostri fondi potrebbero essere intaccati, è quella in cui essi comprendano quote di una o più banche sottoposte a bail-in.

In ogni caso, il risparmiatore che abbia collocato i fondi presso una banca sottoposta a bail-in è libero di trasferire in qualsiasi momento la propria posizione presso un altro istituto bancario.
Infatti, i fondi comuni godono per legge di uno status di separazione patrimoniale, che li rende “autonomi” dal soggetto collocatore e li protegge dal coinvolgimento in procedure di salvataggio interno (ad eccezione dell’ipotesi citata più sopra).

Va infine ricordato che i fondi comportano delle percentuali di rischio e che, al confronto, uno dei porti più sicuri per i risparmiatori rimane il conto deposito: una forma di risparmio collegata al conto corrente che, soprattutto nelle tipologie vincolate, offre interessanti vantaggi.

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